Antologia

La Congiura delle polveri

di Ornella Mariani
La Congiura delle polveri.
La Congiura delle polveri.

La Congiura delle polveri

The Gunpowder Plot fu il complotto tramato da un gruppo di Cattolici inglesi in danno di Giacomo I d’Inghilterra.

Essi volevano far esplodere la Camera dei Lord per uccidere il Re ed i membri del Parlamento, durante lo State Opening del 5 novembre del 1605.

A fronte delle incessanti persecuzioni dei Cattolici e del fallimento di ogni ipotesi di tolleranza, essa fu pianificata da Robert Catesby che, persuaso del solo possibile ricorso all’uso della violenza, il 20 maggio del 1604 ne parlò ai Sodali Thomas Winter, Jack Wright, Thomas Percy e Guy Fawkes, cui si aggiunsero in seguito Thomas Bates, Robert Keyes, Robert Wintour, Christopher Wright, John Grant, Ambrose Rookwood, Everard Digby e Francis Tresham.

Il piano fu denunciato in una lettera anonima trasmessa a Lord Monteagle e ancora conservata nel Public Record Office, il 26 ottobre.

Il venerdì 1° novembre dello stesso 1605 ne fu informato il Sovrano.

Le rappresaglie furono terribili e stroncarono ogni ulteriore velleità insurrezionale cattolica in Inghilterra.

I fatti

Quando, senza indicazioni successorie, Elisabetta Tudor si spense: il 24 marzo del 1603, il Segretario di Stato Robert Cecil e gli altri Componenti del Consiglio della Corona insediarono Giacomo IV già Re di Scozia.

Alcuni Cattolici avrebbero voluto al trono l’arciDuchessa Isabella di Spagna, sorella di Filippo III, contando sulla possibilità che il cattolicissimo Re riaffermasse con la forza delle armi il Cattolicesimo in Inghilterra.

La prima proclamazione del nuovo Sovrano fu salutata dal Popolo londinese: sia i Papisti che i Gesuiti, invisi al punto da ritenerne illegale e punibile con la morte la sola presenza sul territorio, manifestarono entusiasmo e si proclamarono fedeli alla Corona.

Quando, poi, il Monarca spagnolo incaricò il proprio Legato Don Juan de Tassis di porgergli le sue congratulazioni, spianando la via ad una intesa politica e alla possibilità di dare una soluzione al problema della libertà di culto per i Cattolici inglesi, Giacomo sospese il conflitto in atto e garantì la tolleranza affermando, in una corrispondenza segreta col Cecil, che non avrebbe mai avallato spargimento di sangue per questioni di fede. Per contro, rifiutò sempre la centralità di ruolo rivendicata dalla Chiesa romana e non  prese mai in considerazione l’ipotesi di convertirsi malgrado la danese consorte Anna confermasse la propria appartenenza religiosa e rifiutasse, all’atto della incoronazione del 25 luglio, di prendere la comunione dei Protestanti limitandosi ad assistere ai loro riti solo per obbligo istituzionale e mai rinunciando alla Messa privata.

Maturò in quel clima la ramificata congiura cui aderirono il fanatico Appellante Padre Watson e Padre William Clarke e i laici George Brooke e sir Griffin Markham. Essa fu chiamata Bye Plot per distinguerla dal coevo Main Plot.

Se l’una prevedeva l’arresto e la detenzione del Sovrano nella Torre di Londra, finché non avesse esaudito le richieste dei Complottisti, a partire dalla piena tolleranza, e finché non fossero eliminati i responsabili delle persecuzioni, a partire da Robert Cecil; l’altra era molto più drastica, poiché mirava alla soppressione fisica di Giacomo e del figlio Enrico Principe di Galles, per insediare al trono sua cugina lady Arabella Stuart, quarta in ordine di successione fra i pretendenti alla corona.

I protagonisti di entrambe le cospirazioni furono arrestati e processati e i loro propositi furono sventati da due Preti che, avendo appreso frammenti del Bye Plot  e mirando ad isolare i ribelli, condivisi dal gesuita Padre Garnet, ne informarono il Consiglio privato.

Per gratitudine, Giacomo sospese per un anno le ammende irrogate ai Cattolici; tuttavia, il 19 febbraio del 1604, non perse occasione per esprimere pubblicamente la propria avversione per il Credo papista e per ordinare l’espulsione dal Regno di tutto il Clero romano e in particolare della Confraternita gesuita, restituendo vigenza alle multe in danno di quanti non si fossero uniformati alla religione di Stato.

Il 19 marzo, infine, nel suo discorso al Parlamento confermò le proprie opinioni cui  agganciò l’opportunità di elaborare un trattato anglo/scozzese in proposito.

La Comunità cattolica cadde nella più totale prostrazione.

La congiura e i congiurati

Domenica 20 maggio 1604 nella locanda Duck and Drake si tenne la prima riunione tra Robert Catesby, Guy Fawkes, Tom Wintour, Jack Wright e Thomas Percy.

Robert Catesby, nato nel Warwickshire, a diciannove anni aveva sposato una ragazza  protestante per affrancarsi dal marchio cattolico agli occhi delle Istituzioni; ma, dopo soli sei anni, ella morì ed egli tornò ufficialmente alla vecchia professione di fede.

Guy Fawkes era nato a York in una famiglia che, pur non dichiaratamente cattolica, lo aveva formato alla scuola di St. Peter's. Arruolatosi all’estero, egli aveva combattuto per dieci anni nelle Fiandre e nel luglio del 1603 si era recato in Spagna per convincerne il Sovrano ad invadere l'Inghilterra, ignaro del già intervenuto d’accordo di pace convenuto fra i due Paesi. Tornò in Inghilterra col falso nome di John Johnson.

Tom Wintour era cugino di Catesby: aveva servito nell’Esercito inglese militando contro la Spagna, accanto ai Protestanti. Informato del piano, si disse disposto a rischiare la vita per il successo del complotto.

John Wright, cognato di Thomas Percy, era assai devoto: aveva partecipato col Catesby alla rivolta di Essex e si era distinto per valore e abilità nell’uso della spada.

Thomas Percy lavorava per il Conte del Northumberland Henry Percy IX, del quale era anche parente. Fin dal primo momento chiese che le parole si trasformassero in fatti!

Sancirono e sacralizzarono il loro eversivo segreto, prendendo la Comunione dall’ignaro Padre John Gerard: avrebbero fatto saltare in aria con le polveri il Parlamento, eliminando il Re ed il suo intero governo, così denunciandone l’iniquità a tutto il mondo e avrebbero rapito la novenne Principessa Elisabetta, figlia di Giacomo e terza in ordine di successione al trono, dietro i due fratelli che certamente sarebbero stati presenti all'apertura del Parlamento.

A complicare il piano fu la nascita della Principessa Maria, il 9 aprile 1605: pur se quarta nella linea successoria, aveva il vantaggio di essere nata in Inghilterra!

Bisognava, dunque, pensare ad un Protettore che, dopo il massacro, governasse il Paese; riportasse l'ordine e introducesse la opportuna riforma religiosa. La scelta cadde sul Conte di Northumberland, simpatizzante del Cattolicesimo.

Non lo informarono, per non metterne a repentaglio la vita: avrebbero poi deciso.

Nel frattempo, occorrevano altre adesioni: Catesby incaricò Ambrose Rookwood di comprare la polvere; in seguito, reclutò il proprio Cameriere Thomas Bates; il 25 marzo del 1605 coinvolse anche Robert Wintour, John Grant e Kit Wright e, nell’ottobre, Everard Digby, prima di confidarsi in confessione col gesuita Padre Tesimond.

Costui, però, riferì al Superiore Padre Garnet che non poté sporgere denuncia: i fatti erano stati acquisiti nel segreto del confessionale. In deroga, ne informò solo il Papa, cui chiese di emanare un editto contro l'uso della forza armata usando come pretesto i disordini avvenuti nel Galles. Si rivolse, poi, al Preposto Generale della Compagnia di Gesù: ...c'è il rischio che qualcuno possa commettere tradimento o usare la forza contro il Re… .

Il 25 marzo 1605 Thomas Percy prese in affitto una cantina vicina alla casa di John Whynniard e ubicata sotto la Camera dei Lord: vi si custodirono trentasei barili di polvere di zolfo, salnitro e carbone di legna, miscelati con acqua e alcol, essiccati in forno e sbriciolati in grani. Era un potente esplosivo che avrebbe perso le peculiarità nel tempo: bisognava affrettare l’esecuzione del piano.

In ottobre se ne rifinirono i dettagli: Fawkes avrebbe acceso la miccia nella cantina e si sarebbe allontanato di corsa, riparando in barca sull'altra riva del Tamigi. Parallelamente sarebbe esplosa la rivolta nell'Inghilterra centrale e sarebbe stata rapita la Principessa Elisabetta. Per ragioni ancora ignote, però, il suo nome apparve nei rapporti segreti di Robert Cecil, che contava su un gran numero di Informatori in Fiandra, in Italia, in Spagna, in Irlanda, in Danimarca.

Il suo affidabile Capitano William Turner, pur ignorando l’imminenza degli eventi, appuntò la propria attenzione proprio sul Congiurato e, collegandolo a Catesby, ipotizzò la preparazione dell’attentato.

La situazione precipitò la sera del 26 ottobre, quando uno sconosciuto consegnò una lettera anonima al Cameriere di Lord Monteagle, nella sua residenza di Hoxton:  …. Mio signore, … mi sta a cuore la vostra salvezza. Pertanto vi prego … se vi è cara la vita, di escogitare una scusa per evitare di presentarvi a questo Parlamento… ritiratevi nella vostra campagna … perché, anche se non ci sarà nessun segno di sommossa, pure vi dico che riceveranno un colpo terribile in questo Parlamento… il pericolo passerà non appena brucerete questa lettera. E spero che Dio, alla cui protezione vi raccomando, vi conceda la grazia di farne buon uso

Il Nobile segnalò immediatamente la circostanza a Salisbury che, in assenza del Re,  impegnato in una partita di caccia a Royston donde sarebbe rientrato a Londra verso la fine del mese, informò gli altri membri del Consiglio, tra cui i papisti Lord Northampton e Lord Worcester.

Thomas Ward riferì della missiva a Tom Wintour, che suggerì a Catesby di rinunciare all'impresa, ma costui minimizzò: la genericità di quello scritto non costituiva pericolo.

Il 1° novembre Salisbury presentò la lettera al Re; il 2 successivo, il Consiglio chiese al Lord Ciambellano Suffolk di controllare l'intero palazzo del Parlamento.

Preoccupato, il Sovrano incaricò di una nuova perquisizione squadre del Gentiluomo di Camera e Giudice di Pace di Westminster sir Thomas Knevett.

Verso la mezzanotte del 4, esse scesero anche nei cantinati; sorpresero e arrestarono nell’ area del Palazzo un tal John Johnson, che si dichiarò al servizio di Thomas Percy, del quale fu immediatamente ordinato il fermo.

Nella stessa giornata, il Conte di Northumberland fu posto ai domiciliari presso il Primate di Canterbury, a Lambeth Palace, per presunto fiancheggiamento ai Cospiratori.

Nella stessa giornata furono scoperte le polveri.

La notizia di quanto accaduto a Guy Fawkes raggiunse i Complottisti, che presero la via della fuga verso Dunchurch: Catesby, Bates, Percy, i fratelli Wright e Roockwood.

Tom Wintour si mosse quando ne ebbe inoppugnabili conferme.

Il 5 novembre, rasserenata dai fremiti di paura che pure l’avevano scossa, la gente accese fuochi di gioia mentre il Governo rendeva pubblici i nomi dei Ricercati: Percy, Catesby, Rookwood, i due Wright, Thomas Wintour, John Grant e Robert Ashfield, forse scambiato con Bates.

Essi, in sosta a Norbrook per armarsi, si spostarono verso Huddington, donde partì Bates per informare Padre Garnet e chiedergli l’appoggio dei Cattolici.

Riunitisi a Holbeach House, i Transfughi si accorsero di essere seguiti dal Posse comitatus: una squadra di duecento Armati dello Sceriffo del Worcestershire Sir Richard Walsh.

Alcuni furono arrestati. Altri, come Catesby, morirono combattendo.

Nel frattempo il sedicente John Johnson, ovvero Fawkes, sotto tortura rivelò frammenti del piano.

Il 6 novembre il Re avallò le sevizie, pur contrarie alla common law inglese che le rendeva praticabili per il solo reato di tradimento: … per prime le più blande et sic per gradus ad ima tenditur ...

Il 7 novembre il Detenuto crollò nel corpo e nello spirito; rivelò la propria identità e sostenne che la congiura coinvolgeva solo cinque persone.

L’8 ne fece i nomi, tenendo a discolpare il Prete avanti al quale avevano fatto il giuramento nella Comunione.

Rilasciò l'ultima rivelazione il 10 quando, avanti ai Commissari, indicò Francis Treshman e Padre Gerard, di cui ribadì la totale innocenza.

Non dette l'identità del futuro Protettore, malgrado fosse in corso l’interrogatorio anche del Conte di Northumberland.

La confessione completa fu resa solo il 4 dicembre, quando Thomas Bates chiamò in causa Padre Tesimond e Padre Garnet, trasformando la congiura in una trama ordita dai già invisi Gesuiti che avevano, invece, tentato di sventarla.

Furono così arrestati Padre Garnet, Padre Oldcorne.

Il 21 gennaio a Londra il Parlamento si riunì per varare misure di sicurezza circa ulteriori iniziative papiste e sir Edward Montague presentò una proposta di legge per solennizzare annualmente la giornata del 5 novembre.

Il 27 gennaio si aprì il processo contro Guy Fawkes, Thomas e Robert Wintour, John Grant, Ambrose Rookwood, Everard Digby, Robert Keyes, Thomas Bates.

Catesby, Percy e i due Wright erano stati uccisi.

Francis Treshman era deceduto durante la prigionia.

Furono tutti giudicati colpevoli e condannati a morte.

Tenuti prigionieri nella Camera Stellata, furono poi trasferiti a Westminster Hall, ove li attendeva il palco: furono giustiziati alla presenza dei Conti di Suffolk, Worcester, Northampton e Devonshire.

Da quel momento e fino al 1797, i Cattolici non poterono più praticare la professione forsense, né diventare ufficiali dell'Esercito e della Marina, né laurearsi, né votare. Gli furono imposti i Sacramenti di rito anglicano e nel 1613 fu, inaccolto!, anche presentato un disegno di legge che li obbligasse ad un cappello rosso o calze colorate di riconoscimento.

A memoria della congiura fallita, dieci guardie del corpo della Regina controllano ancora i sotterranei del palazzo di Westminister, prima che ella apra il Parlamento. Esse sono dette Yeomen of the Guard e indossano uniformi rosse e cappelli neri.

La data viene celebrata col nome di Guy Fawkes Day o Bonfire Night (notte dei falò).

Bibliografia