Donne nella Storia

Bianca di Castiglia

di Ornella Mariani
Bianca di Castiglia
Bianca di Castiglia

Figlia di Alfonso VIII di Castiglia e di Eleonora d'Inghilterra e nipote di Giovanni senza Terre, Bianca nacque il 4 marzo del1188 aPalencia e morì il 27 novembre del1252 aMelun.

Per effetto del Trattato di Goulet del 22 maggio del 1200, col quale il Re inglese e Filippo Augusto convenivano la pace fra Capetingi e Plantageneti, ella fu destinata sposa al Delfino Luigi VIII cui portò in dote i domini di Cheteau Raul, Issoudun, Gracay e Berry ed oltre ventimila marchi d'argento.

Le nozze, la cui regia fu condotta dalla ottantenne nonna Eleonora d’Aquitania, furono officiate il 23 successivo dal Primate di Bordeaux e Burges Elia di Malemort, nell’abbazia normanna di Port Mort ove la Principessa spagnola si destinò alla Storia per avvenenza e fascino; per le numerose maternità utili a porre fine alle incertezze dinastiche francesi; per il rigore religioso e morale inculcato nei dieci figli; per il profondo rispetto riscosso dal Clero; per l'abilità politica e diplomatica con la quale guidò la Francia nelle diverse fasi di Reggenza.

L’unione coniugale con Luigi VIII si rivelò solidissima e fu allietata dalla nascita di dieci figli; tuttavia l’amicizia fra la Corona capetingia e il Vescovo Ugo di Lincoln non bastò a prevenire le nuove incrinature maturate tra Francia ed Inghilterra per effetto del matrimonio di Re Giovanni con Isabella d’Angoulême, già promessa ad Ugo di Lusignano.

Quella grave colpa imputata al Sovrano d’oltreManica fu aggravata dal rifiuto a comparire al giudizio del trono francese che, per ritorsione, occupati i territori inglesi del Poitou, dell'Anjou e della Turenne, li cedette al suo giovane nipote/rivale Arturo: il 6 marzo del 1204, Filippo Augusto prese Chateau Gaillard, Falaise, Caen e Rouen ed occupò l’intera Aquitania.

In quello stesso periodo, dominato dalla figura del Canonico spagnolo Domenico di Guzman, che avvicinò la futura Regina al culto della Vergine cui in tutta la Francia furono dedicate magnifiche cattedrali, nel Mezzogiorno si diffuse l'eresia catara.

Per estirparla, Innocenzo II impose all'Aristocrazia locale guidata dal Duca di Borgogna una sanguinosa crociata, che valse la conquista di Bezières e Carcassonne e il massacro di decine di migliaia di presunti eretici.

A margine di quei drammatici eventi Bianca, che aveva già messo al mondo una bambina e che aveva assistito impotente al decesso dei neonati gemelli Alfonso e Giovanni, il 9 settembre del 1209 partorì l'atteso Delfino Filippo.

La gioia di quella nascita fu appannata dalla sempre più arrogante condotta del Re d'Inghilterra, che aprì una complessa questione successoria.

Fu il Papa a dirimere la controversia prendendo in affidamento il Regno d'Inghilterra e rendendosi protagonista di una intensa stagione di conflitti, connotati dal fausto esito della battaglia di Bouvines, nella quale la Francia sfidò e archiviò le pretese dell'Imperatore Ottone di Brunswick e sei suoi alleati inglesi, determinando il futuro assetto politico dell' Europa: se il Delfino spiccò per in campo per coraggio e talento militare, la Monarchia plantageneta conseguì una epocale disfatta: in esito a quell'epico scontro infatti, la sconsiderata politica di Re Giovanni, che nel 1215 fu costretto a concedere la Magna Charta, consentì al giovane Capetingio di sbarcare in armi in Inghilterra a sostegno delle sempre più insofferenti Baronie locali.

Il felice risultato della spedizione fu però interrotto dalla sopravvenuta morte del rivale e dalla tempestività con la quale la Regina vedova Isabella fece incoronare ed insediare al trono il piccolo Enrico, con l'appoggio di una Aristocrazia consapevole del vantaggio di un Re/fantoccio minorenne, contro il pericolo espresso dall’inviso Sovrano francese.

Luigi VIII rientrò in Francia.

Durante quella concitata fase nacque Roberto, ma si spense il fratello Filippo mentre Bianca, malgrado le ricorrenti gravidanze, conduceva intense attività caritatevoli; finanziava ospedali e asili a favore degli Indigenti; leniva il disagio delle masse rurali con solide iniziative assistenziali e faceva costruire interi villaggi sul percorso da Parigi ad Orléans creando il cosiddetto Asse della Monarchia.

Nel 1220, dopo le nozze della ormai vedova Isabella d'Inghilterra con Ugo di Lusignano, la Francia festeggiò la nascita di Alfonso, cui seguì due anni più tardi quella di Filippo Dagoberto mentre, nel luglio del 1223, si spegneva Filippo Augusto.

Luigi VIII ascese al trono con la moglie e, dopo la solenne incoronazione avvenuta a Reims il 6 agosto successivo, s’impadronì del La Rochelle esibendo indifferenza ai torbidi che infiammarono nel 1225 la Linguadoca.

Per fronteggiare la ulteriore rivolta albigese, Onorio III inviò nella regione il Cardinale Romano Frangipani che l'8 novembre del 1226 ottenne la resa dei Ribelli.

Luigi VIII, nel frattempo, non solo non aveva fatto in tempo a rivedere la moglie che, di nuovo incinta, pur lo aveva raggiunto con i sette figli, ma non aveva redatto testamento.

Fu una lettera esibita dai Vescovi di Senlis, di Bouvais e di Chartres a sancirne la volontà di affidare a Bianca la Reggenza, nell'attesa del conseguimento della maggiore età del Delfino.

In quanto straniera, ella fu duramente avversata dalla Corte inglese e dalle Baronie francesi che, profittando della presunta debolezza istituzionale e capeggiate dal Duca di Bretagna Pierre Mauclerc, miravano ad annientare la sovranità regia e ad emanciparsi dal potere centrale e a riappropriarsi di privilegi e prerogative: il Conte di Boulogne Filippo Hurepel, fratello di Luigi VIII, rivendicava il diritto di Reggenza; il Conte Tebaldo di Champagne si opponeva alla restrizione dei proprî asseriti benefici feudali; il Conte Raimondo di Tolosa esigeva il possesso dei Siniscalcati di Linguadoca; il Conte Ugo di Lusignano era aizzato dalla avida moglie Isabella.

In quel clima di durissima contrapposizione, assistita dal Connestabile Matteo de Montmorency, Bianca di Castiglia si rivelò estremamente energica ed inflessibile: minacciò Filippo di Boulogne di scarcerarne il temuto suocero Renaut; attenuò la ribellione di Tebaldo di Champagne, dal quale riuscì ad ottenere le Contee di Blois, Chartres e Sancerre; accusò di eresia Raimondo di Tolosa imponendogli di recedere dall’ostilità attraverso un apparentamento matrimoniale; fidanzò Beatrice di Provenza col figlio Carlo d’Anjou e, dopo avere sconfitto i sodali di Pietro Mauclerc, costrinse costui a sottoscrivere il trattato di Saint-Aubin-du-Cormiez.

Il 29 novembre fece incoronare Luigi IX a Reims; nel marzo successivo contenne una nuova e violenta impennata dei Baroni marciando accanto al giovane Re su Chinon, ove accolse la resa dopo aver frantumato la coalizione e, col Trattato di Meaux-Parigi, pose fine alla crociata antiAlbigese e ripianò i rapporti con Raimondo di Tolosa, guadagnando alla Corona il possesso della Linguadoca, in seguito infeudata al figlio Alfonso di Poitiers.

Da quel momento, fece obbligo al figlio Luigi IX di visitare tutte le periferie francesi per conoscere e farsi conoscere dai Sudditi.

Al ritorno dalla Turenna, tuttavia, informata dell'imminenza di una nuova insurrezione, convocò la Borghesia parigina ed assunse il saldo controllo della situazione mentre gli Insorti, capeggiati da Filippo l'Irsuto, per screditarla diffondevano voce di una sua duplice relazione col Conte di Champagne e con il Legato pontificio Romano Frangipani.

La guerra esplose prima nel Nord, ove ella guidò il figlio nell'assedio e nella conquista della piazzaforte di Belleme, e poi nel Sud ove la rinvigorita eresia catara si arrese al Cardinale italiano, che concesse il perdono al Conte Raimondo VII di Tolosa in cambio dell'impegno a guidare una spedizione in Terrasanta.

Non fu pace comunque: durante il carnevale del 1229, Parigi fu squassata dai disordini provocati dagli Studenti dell'Università.

Gli Arcieri reali soffocarono la rivolta nel sangue e per protesta essi ed i loro Docenti lasciarono la città, trasferendosi in Inghilterra.

Eminenza grigia della Corona, dopo avere indotto il figlio a riconoscere l'autonomia rivendicata dai Ribelli, così restaurando l’ordine in una Francia vacillante, gli cercò una moglie all’altezza del ruolo e la individuò in Margherita, figlia del Conte di Provenza Raimondo Berengario IV e di Beatrice di Savoia.

Il 27 maggio del 1234 Luigi IX la sposò.

Le nozze furono officiate nella cattedrale di Sens dal Vescovo Gualtiero Cornut e, nella giornata successiva, la nuova Regina cinse la tiara francese; ma i rapporti suocera/nuora si rivelarono presto conflittuali per il rigore dell’Una e la superficialità dell'Altra, peraltro accusata anche di una sterilità che Bianca esorcizzò recandosi in pellegrinaggio al santuario della Madonna di Rocamadour, della quale era devotissima.

Parallelamente, Ugo di Lusignano si rendeva protagonista di uno sgradevole incidente diplomatico rifiutandosi, su istigazione della consorte, di prestare omaggio al giovane Re di Francia.

Fu guerra: sconfitto sotto le mura di Saintes, egli fu obbligato ad arrendersi ed a cedere il proprio patrimonio territoriale, a partire dall'Angoûleme, già bene dotale della moglie che reagì congiurando più volte contro Luigi IX finché, internata nel monastero di Fontevrault, vi si spense pochi mesi più tardi.

La miracolata Regina Margherita, intanto, per effetto dell’asserito “miracolo” divenuta assai prolifica, mise al mondo due figlie femmine: Bianca ed Isabella e, in seguito, Luigi, Filippo, Giovanni, Giovanni Tristano, Pietro, un'altra Bianca, Margherita, Roberto ed Agnese.

Nel 1245, guarito dalla malaria cronica che lo affliggeva, Luigi IX fece voto di guidare la settima crociata e, malgrado il forte ascendente su di lui esercitato dalla regina/Madre, non si lasciò dissuadere: accompagnato dalla moglie, nel 1248 partì per l’Egitto.

Ancora una volta, Bianca si fece carico dell'amministrazione della Francia rivelandosi estremamente capace: favorì lo stato sociale; confortò gli Emarginati; pretese il rispetto dei diritti delle Donne; preparò l'annessione della Linguadoca alla Corona; represse energicamente la rivolta dei Pastoreaux del 1251; riordinò le Finanze depauperate dall' esito infausto della non condivisa spedizione del figlio; dominò le leghe antimonarchiche dei Grandi Vassalli; pose fine al conflitto con gli Albigesi; raccolse oro per riscattare dalla prigionia il suo Luigi, che non rivide mai più, poiché fu stroncata da una lunga malattia a Melun il 27 novembre del 1252.

Le sue spoglie, vestite del saio cistercense, furono inumate nella chiesa di Maubuisson ed il suo cuore fu conservato nell'abbazia di Lys.

Aveva messo al mondo dodici figli:  Bianca (1205/ 1206); Filippo (1209/1218); i gemelli Alfonso e Giovanni (1213/1213); Luigi (1214/1270); Roberto (1216/1250); Alfonso (1220/1271); Giovanni (1221/ 1232); Filippo (1222/1232); Isabella (1224/ 1270); Stefano (1225/ 1227); Carlo (1226/ 1285)

Passata alla Storia per l'eccezionale forza d'animo; per il talento diplomatico e per le provvide intuizioni politiche, prima Bianca ispirò l'attività del marito incoraggiandolo nella liquidazione degli Inglesi dal Poitou; poi orientò le scelte del figlio, sostenendolo nella lotta ai Grandi Feudatari.

Complessa figura di spicco della Francia medievale, seppe essere Donna Moderna in un' epoca maschile; Moglie e Madre esemplare; Statista illuminata e decisa.

Bibliografia: