Donne nella Storia

Eleonora d'Aquitania

di Ornella Mariani
Eleonora d'Aquitania
Eleonora d'Aquitania

Giudizi e pregiudizi pesano su Eleonora d’Aquitania, due volte Regina di due Regni importanti e due volte sposata a due Uomini illustri, ma colpevole d’aver vissuto nel tempo del silenzio delle Donne.

Un tempo che ella sfidò incarnando lo scandalo: scandaloso, il suo ingresso a Vézelay, ove nella Pasqua del 1146 si presentò a Bernard de Clairvaux a cavallo e vestita dell’armatura; scandalosa, la sua partecipazione alla II Crociata; scandaloso, il sostegno politico offerto allo zio Raimondo d’Antiochia, suo amante; scandaloso, il suo divorzio da Luigi VII di Francia; scandalose, le successive nozze con Enrico II d’Inghilterra e la relazione precedentemente intrattenuta con il suocero; scandaloso, l’appoggio alla ribellione dei suoi figli contro il padre; scandalosa, la sua Corte d’amore a Poitiers.

Coltissima; bellissima; spregiudicata; stravagante e dotata di forte personalità, Eleonora d’Aquitania visse in una fase storica segnata da due grandi eventi: la lotta per le investiture, apparentemente conclusa dal Concordato di Worms del 1122 e le Crociate nel contesto sociale di una diffusa misoginia avallata dagli Scritti di Padri della Chiesa che, come San Girolamo, definirono la Donna più amara della morte.

Il Monaco inglese Guglielmo di Newburgh la ritenne causa del fallimento della seconda sacra spedizione, poiché il coniuge, prigioniero di una violenta passione per la moglie, la portò seco in battaglia. Molti Nobili lo imitarono con grave pregiudizio della moralità delle Legioni di Cristo.

Il Filosofo inglese Giovanni di Salisbury definì puerile il Sovrano francese, poiché soverchiato da un desiderio incontrollabile mentre …si deve essere in grado di dominare quando si è veri uomini, e soprattutto re

I predicatori la indicarono …donna senza decenza, femmina folle, diavolo

Il monaco Alberico scrisse della sua indomabile propensione alla lussuria propria del suo sesso ... Luigi l’aveva lasciata per la sua incontinenza, infatti questa donna non si comportava da regina ma piuttosto da puttana....

L’immagine veicolata dal perbenismo bigotto della Francia di quel secolo emerse dal Roman de Renard, in cui raccontando il topos letterario del mondo a rovescio, l’azione degli animali rappresentava quella degli uomini: evidente la sovrapposizione di Ysengrin a Luigi VII e dell’ adultera Hersent ad Eleonora della quale il Menestrello di Reims, per divertire gli Ascoltatori, raccontò di concessioni da lei fatte addirittura ai Saraceni, durante la Crociata così rivelandosi doppiamente fedifraga: del Marito e, soprattutto di Dio.

In realtà, ella sfidò coraggiosamente le convenzioni e la Morale coeva, irridendo l’ipocrisia ed esercitando con indubbie capacità l’attività politica: due volte Regina, riuscì ad imporre la propria statura al maschilismo medievale, consentendoci di reinterpretare il mito negativo che l’ha accompagnata per secoli e trarne il volto di una tenace Donna oltre; di una coraggiosa Donna scandalo insofferente alle Regole, ma anche una Protagonista indiscussa della Politica di due Grandi Potenze.

Ambiziosa e decisa; sanguigna e ribelle, fu l’abilissima Regina il cui spiccato e strafottente anticonformismo lasciò un segno indelebile nel Mondo maschile che abitò.

Le sue qualità e …la nobiltà di sangue e le terre che possedeva… emersero nette nel periodo della rinascita delle Lettere, delle Arti e della Cultura,

Nacque a Bordeaux verso il 1122 e si spense a Fontevrault il 1° aprile del 1204: la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium la racconta primogenita del Duca aquitano Guglielmo X il Tolosano e di Aénor di Châtellerault che, a sua volta figlia del visconte Americo I di Châtellerault e della Maubergeon, al momento di metterla al mondo era l'amante del suocero Guglielmo IX il Trovatore.

Battezzata Alienor, il cui significato letterale in Langue d’Oc era l'altra Aénor poi francesizzato in Langue d’Oil in Eléanor, trascorse serena infanzia e prima adolescenza nella raffinatissima Corte d'Aquitania, presso la quale alla fine del secolo precedente, era nata l'estetica dell'Amor cortese e fu ben educata e meglio istruita nel leggere e scrivere in Latino, nella Musica, nella Matematica, nella Filosofia e nella Letteratura, fiancheggiando gli Studi con la passione per la caccia e le lunghe passeggiate a cavallo.

Il Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou testimonia la morte del nonno Guglielmo IX al 10 febbraio del 1126 e la conseguente successione del padre che, il 3 marzo del 1130, secondo lo Storico Jacques-Joseph Champollion, fece una donazione alla chiesa di Sant'Ilario de La Celle, sotto Poitiers, controfirmata dalla moglie e da tutta la prole: Eleonora ed il fratellino Guglielmo l'Ardito: Willielmi ducis Aquitanorum, Aenordis comitissæ, Alienordis filiæ eorum, Wilelmi Aigres filii eorum.

Malgrado l’anno sia dubbio è certo che, in virtù del decesso del germano, ella ereditasse tra il 1130 ed il 1137 gli importantissimi Ducati d'Aquitania e di Guascogna: mai Vassalli della Corona. Parallelamente, essendo diventato vedovo, suo padre passò a seconde nozze con Emma di Limoges, come annota la Ex Chronico Gaufredi Vosiensis.

Nel 1137, nel corso di un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, egli morì per una intossicazione alimentare: la Chronique de Guillaume de Nangis fissa la data al giorno di Vigilia di Pasqua, lasciando orfane Eleonora e la piccola Petronilla, nata di secondo letto.

Prima di spirare indicò nella primogenita, già promessa al Delfino Luigi, figlio e successore del Re di Francia, la titolare dei titoli di Duchessa d'Aquitania e di Guascogna e di Contessa di Poitiers, così facendone una appetibile Ereditiera, padrona di un feudo tra i più ricchi d’Europa e tale da poter estendere il Regno dalla Loira ai Pirenei e al Mediterraneo.

Orderico Vitale conferma nel suo Histoira Ecclesiastica che il grigio e bigotto Luigi il Giovane, cresciuto fra Chierici e Monaci, si diresse di buon grado in Aquitania: il matrimonio con la quindicenne già Capo di un florido Stato fu officiato a Bordeaux il 22 luglio del 1137 nella cattedrale di Sant’Andrea e la prima notte fu trascorsa nel castello di Taillebourg.

Secondo consuetudine, i festeggiamenti si protrassero per diversi giorni nel palazzo di Ombrière e, durante il viaggio verso Parigi, gli Sposi furono incoronati Duchi d'Aquitania nella cattedrale di Poitiers.

Il Ducato, tuttavia, non fu annesso: Eleonora ne restò Duchessa e Luigi solo Duca consorte col reciproco impegno che il loro primogenito ne sarebbe stato titolare, così fondendo i due domini.

Il primo di agosto successivo, ammalatosi a Compiègne, il Sovrano francese si spense e Luigi VII fu insediato al trono: nel giorno di Natale del 1137 Eleonora fu incoronata a Bourges, mentre il marito era stato già incoronato undicenne a Reims il 25 ottobre 1131.

Ingegno; occhi vivaci e mobili; intelligenza vivida; sensualità coniugata a raffinatezza; cultura; alterigia; passionalità: elementi che la resero Donna in ogni senso, in un mondo di Uomini con i quali si batté vincendo e perdendo ma sempre sentendosene pari, non piacquero ai Francesi né alla Corte cui non erano graditi neppure i Trovatori convocati al palazzo: l’occitano Marcabruno fu addirittura cacciato dal Re per la licenziosità delle canzoni composte.

Ella oscurava il Marito con la sua sola presenza: non la chiamarono Eleonor, ma Alienor: l’aliena e la più grave colpa che le addebitarono Eleonora fu l’ascendente negativo esercitato sul coniuge cui si contestavano decisioni avventate, come la infelice spedizione contro la Contea di Tolosa, su cui Eleonora vantava diritti acquisiti attraverso la nonna Filippa; come il conflitto con Innocenzo II, per la sgradita nomina di Pietro de la Châtre alla Cattedra di Bourges: Luigi gli proibì addirittura di entrare nella città; come la pressione esercitata su Rodolfo di Vermandois perché ripudiasse la moglie Eleonora di Blois per sposare la giovane Petronilla d’Aquitania: costui accettò e, scomunicato assieme all’Innamorata, nel 1142 dovette battersi col Conte di Champagne Tibaldo di Blois, fratello della moglie licenziata; come la conquista ed il sacco di Vitry-en-Perthois, a margine del massacro di oltre mille persone bruciate vive nella chiesa in cui si erano rifugiate; come l’interdetto papale abbattutosi su tutta la Francia.

Guglielmo di Newburg accusò il Re d’essere preso da amore ardente per la giovincella, rilevando che la sua austerità non era compatibile con il carattere incontrollabilmente vivace e passionale della Sovrana.

Eleonora ricorse ai consigli del potentissimo Bernardo di Chiaravalle che, incaricato da Eugenio III di predicare la seconda crociata in Francia, la esortò a ripianare i problemi: la Champagne fu restituita a Tibaldo e a Pietro fu consentito d’insediarsi nella Curia di Bourges.

In realtà, pur simulando amicizia, ella odiava Bernardo con intensità pari all’odio che egli le corrispondeva, ritenendola un’inviata del demonio.

Nel 1145 la coppia reale ebbe la figlia Maria: per ottenere la revoca della scomunica, Eleonora persuase Luigi a partecipare alla spedizione crucisegnata in Oriente: avrebbe ella stessa partecipato come pellegrina, come ha scritto lo Sorico Steven Runciman in A history of the Crusades.

I Crociati francesi partirono nel giugno del 1147 e, preceduti dai Tedeschi, raggiunsero la Terra Santa in un clima di grande tensione coniugale e politica per le vicende che si imputarono ad Eleonora:

ella s’era fatta accompagnare dal Trovatore Jaufré Rudel;

nel 1148, contravvenendo ogni diversa disposizione, l’Avanguardia comandata dal Vassallo aquitano Goffredo di Rancon ed in marcia con la Regina non attese la Retroguardia con il Re ed il resto del convoglio consentendo ai Turchi, dai quali miracolosamente Luigi si salvò, la strage di Occidentali;

l'incontro con lo zio Raimondo di Poitiers, che accolse i Crociati in Antiochia, veicolò la diceria che egli intrattenesse una relazione incestuosa con la nipote nei mesi in cui il Sovrano era a Gerusalemme;

la mancata conquista di Damasco e, pertanto, l’infausto esito della crociata e la menzogna bizantina circa il disastro a cui erano andati incontro i tedeschi, alimentarono dissapori che, nel 1149, sulla via del ritorno, nell’incontro avvenuto nell’abbazia di Montecassino Eugenio III ripianò.

La coppia reale rientrò in Francia riconciliata e dopo un anno nacque la seconda figlia: Alice.

Nel 1151, come riferisce il documento XXIX del Cartulaire de l'abbaye royale de Notre-Dame de Saintes, col consenso del Coniuge Ludovici regis Francorum et ducis Aquitanorum collateralis nostri Eleonora confermò i privilegi all'Abbazia di Notre Dame de Saintes ma i dissapori si riaccesero e degenerarono: l'11 marzo del 1152, riuniti nel Sinodo di Beaugency, i Vescovi di Bordeaux, Rouen, Reims e il Primate di Francia, con la benedizione papale sancirono che il matrimonio della coppia, presente all’assise, era dichiarato nullo per consanguineità di quarto grado: entrambi discendevano da Roberto II di Francia ovvero: dal primogenito Enrico I, attraverso Filippo I e Luigi VI discendeva Luigi; dal secondogenito, Duca di Borgogna Roberto, attraverso Hildegarda di Borgogna, sposa di Guglielmo VIII d’Aquitania, e Guglielmo IX  e Guglielmo X discendeva Eleonora.

Veniva mantenuta la legittimità della prole ma i possedimenti di Aquitania e Guascogna venivano restituiti ad Eleonora.

Appena rientrata nei suoi domini, i nobili Tibaldo di Blois e Goffredo d’Anjou, rampolli di due potenti famiglie rispettivamente della Champagne e della Normandia, cercarono di rapirla per sposarla ed impadronirsi dei suoi cospicui beni; ma ella, una volta a Poitiers, inviò un messaggio al Duca di Normandia Enrico, di undici anni più giovane, chiedendogli di raggiungerla.

Sei settimane dopo l'annullamento del matrimonio con Luigi: il 18 maggio del 1152, giorno della Pentecoste, Eleonora sposò, nel Re d’Inghilterra, un irriducibile Nemico della Francia.

Insieme dettero origine alla quarta dinastia d’Inghilterra: gli Angiò- Plantageneto, con la nascita del primogenito Guglielmo.

Quale Consorte, egli aggiunse ai propri territori anche i Ducati di Aquitania e Guascogna e la Contea di Poitiers ben consapevole di non poterne liberamente disporre: valsero per lui i patti già stretti con Luigi di Francia e rispetto ai quali quanto era del Marito apparteneva ad Eleonora, ma quanto era di Eleonora restava di Eleonora.

Entrambi discendevano dalla figlia di Folco III Nerra, Ermengarda d'Angiò: dal primo matrimonio di costei con Goffredo II di Gâtinais, attraverso Folco IV d’Anjou, Folco V d’Anjou e Goffredo V il Bello discendeva Enrico; dal secondo matrimonio di costei col Duca di Borgogna Roberto, attraverso Hildegarda di Borgogna a sua volta moglie di Guglielmo VIII d’Aquitania, e Guglielmo IX e X d’Aquitania discendeva Eleonora la cui figlia Maria non aveva potuto, per consanguineità, maritarsi con Enrico.

E di più: Goffredo il Bello, padre dello Sposo, non solo era stato uno degli Amanti di Eleonora ma, finché in vita, aveva tenacemente sconsigliato al figlio di impalmarla.

Enrico non fu mai fedele ed ebbe vari figli illegittimi; uno di essi: Goffredo di York, concepito con una prostituta di nome Ykenai, nato parallelamente al legittimo Guglielmo, fu riconosciuto ed allevato a Westminster.

Il 19 dicembre del 1154, Eleonora fu incoronata Regina d'Inghilterra nell'Abbazia di Westminster col marito che assunse il nome di Enrico II sicché oltre che agire in autonomia in Aquitania e Guascogna, in vece di Enrico, poté farlo anche in Inghilterra com’è confermato dai Pipe Rolls del primo periodo di governo di lui.

La fase compresa tra la consacrazione e la nascita dell'ultimo figlio: Giovanni, nel 1166, fu assai turbolenta:

l'Aquitania si oppose alla autorità di Enrico; i tentativi di acquisire la Contea di Tolosa, in virtù dei diritti ereditati dalla nonna Filippa, fallirono; il nuovo matrimonio di Luigi di Francia, al quale seguirono le nozze della figlia Margherita con Enrico il Giovane; i contrasti tra la Corona e Thomas Beckett, Cancelliere e Arcivescovo di Canterbury, assassinato nella cattedrale nel 1179, durante le funzioni vespertine quando, probabilmente, gli assassini interpretarono uno sfogo del Re che non aveva mai dato un ordine in tal senso; la ufficializzazione della relazione tra Enrico e Rosamund Clifford; l’intensificarsi della crisi coniugale accesero d’ansia Eleonora e l’intera Europa Nel 1167 la terzogenita Matilde sposò il Duca di Baviera e di Sassonia Enrico il Leone: la Regina preparò le nozze e rientrò in Francia per il Natale.

Tenne Corte a Poitiers, che rese riferimento di Artisti e Trovatori tra cui Bernard de Ventadorn, col quale intrattenne una breve ma intensa relazione; i Normanni Benoît de Sainte-Maure e Robert Wace e Arnaut Guihlem de Marsan che aveva composto una manuale del buon Cavaliere e nel 1170, anno in cui assegnò al quartogenito Riccardo i possedimenti di Guascogna; Aquitania e Poitou, promosse la Letteratura con la figlia Maria, Protettrice del Troviero Chrétien de Troyes.

Nel 1173 il secondogenito ed erede al trono Enrico il Giovane, influenzato dalla Nobiltà ostile al Padre, iniziò a ribellarglisi: si recò a Parigi, donde aizzato da Luigi VII pose in essere un linciaggio morale contro il Genitore; raggiunse segretamente Poitiers ove i fratelli Riccardo e Goffredo vivevano con la Madre; li esortò alla disobbedienza.

Eleonora spinse i figli, ma anche i Vassalli aquitani e guasconi, a condividere la ribellione di Enrico e, in aprile, lasciata Poitiers si mise in viaggio alla volta di Parigi per unirsi a loro.

Fu, però intercettata; arrestata e mandata al cospetto del Re/marito a Rouen. Poi, fu segretamente tenuta prigioniera a Chinon.

L'8 luglio del 1174 Enrico si imbarcò a Barfleur per rientrare in Inghilterra portandola seco e, una volta a Southampton, la internò prima nel castello di Winchester e poi nel castello di Sarun.

I tre ribelli fecero atto di sottomissione e la rivolta cessò.

Eleonora restò in detenzione circa quindici anni durante i quali fu anche tenuta separata dai figli ed in particolare dal preferito Riccardo.

Nel 1176 la morte di Rosamunda Clifford spense la incontrollabile passione di Enrico: contando di legittimare il legame, iniziato nel 1166, nel 1173 decise di divorziare dalla moglie e di internarla nel convento di Fontevraud, facendole prendere i voti di povertà con conseguente rinuncia dei titoli e dei domini; sicché ascrisse la responsabilità del decesso dell’Amata ad Eleonora, nella certezza che in qualche modo ella avesse brigato per avvelenare la Rivale.

Ella si professò sempre innocente e, d’altra parte, era sotto assoluta sorveglianza!!!

Nel 1183, ad Enrico il Giovane che lo esigeva, fu negata l’attribuzione devotl Ducato di Normandia. Insorse, allora, nuovamente e con l'aiuto del fratello Goffredo e di Filippo Augusto di Francia, tese al Padre un agguato a Limoges.

Gli Inglesi assediarono la città e l’Insorto fuggì rifugiandosi in Aquitania, ove l’8 giugno del 1183, ammalatosi e preso dai rimorsi, chiese al padre perdono per sé e per la madre e per tutti i Sodali dei quali chiese la libertà.

Eleonora apprese della morte del figlio nel castello di Sarum ed in seguito disse a Celestino III di averla prevista nel sogno.

La prematura scomparsa di Enrico indusse Filippo Augusto a reclamare, per conto della sorella Margherita, alcune proprietà in Normandia; ma il Sovrano inglese ne sostenne il ritorno nel possesso di Eleonora che, alla fine dell’estate del 1184, fu convocata in Normandia e vi si trattenne sei mesi.

Rientrò in Inghilterra, ove restò sotto stretta sorveglianza ed in regime di semilibertà, all'inizio del 1184 e, negli anni successivi incontrò spesso il Coniuge premendole garantire la successione al figlio Riccardo.

Nel 1186 un secondo lutto si abbatté su Eleonora: la morte anche del figlio Goffredo Duca di Bretagna, durante un torneo in Francia e, il 6 luglio del 1189 si spense anche il Re: appena asceso al trono, Riccardo incaricò Guglielmo Marshall di restituire la libertà alla Madre.

Sostenuta da costui, ella governò l'Inghilterra in nome del figlio e ne tenne la reggenza anche quando egli partì per la terza Crociata, dopo la solenne incoronazione avvenuta a Westminster, come riferito dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, il 3. Nonas Septembris.

Uno dei primi provvedimenti politici che ella emanò fu una amnistia per Quanti fossero stati ingiustamente arrestati; poi pretese il giuramento di generale sottomissione a Riccardo e obbligò ai voti Goffredo: il pur legittimato figlio adulterino del Marito.

Nel corso del 1191, affidata l’Inghilterra al Lord Cancelliere Guglielmo di Longchamp, si recò a Messina per organizzare le nozze di Riccardo e, rientrata in Patria, appoggiò il figlio Giovanni nella contrapposizione con il Lord.

Riccardo, intanto, di rientro dalla Terra Santa fu catturato in Austria su ordine dell’ Imperatore Enrico VI: prima di mettere insieme la cospicua somma del riscatto che ella stessa portò a Magonza, nel 1193 aveva già sventato la congiura ed il tentativo di usurpazione pianificati dal figlio Giovanni contro il Re crociato ed era anche riuscita a riconciliare le Parti.

Nel 1199 Eleonora sopravvisse anche a Riccardo, mortalmente ferito a Chinon e, mentre i Grandi d'Inghilterra e Normandia riconoscevano la successione di Giovanni, le Baronie del Maine; dell’Anjou e della Turenne sostennero le ragioni del nipote Arturo I di Bretagna, figlio postumo del deceduto Riccardo.

Alla fine con anche l’intervento di Filippo Augusto, fatti salvi i diritti legittimi di Arturo sulla Bretagna, la successione fu assicurata a Giovanni e, prima di consegnargli l'Aquitania, la Regina rese omaggio al Sovrano francese: tra le clausole della tregua tra i due Re vi fu anche la promessa di coniugare il dodicenne Luigi ad una delle figlie di Eleonora e di Alfonso VIII di Castiglia, rispettivamente sorella e cognato dell’Inglese. Pertanto, la Sovrana si recò nella regione iberica per decidere nipote scegliere ma, appena lasciata Poitiers, fu catturata da Ugo IX di Lusignano che in passato aveva avuto contrasti con il marito Enrico.

Finalmente libera, attraversò i Pirenei e la Navarra, raggiungendo la terra castigliana nel gennaio del 1200.

In quella Corte si trattenne due mesi e preferì Bianca ad Urraca. Portò seco la nipote, nel viaggio di ritorno e, giunte a Bordeaux per la Pasqua, il loro caposcorta Mercadier fu assassinato: l’episodio sconvolse Eleonora che, ormai anziana e non in grado di esporsi ad altri rischi, affidò Bianca al Primate di Bordeaux e si ritirò nella quiete dell’Abbazia di Fontevrault.

Quando riesplose il conflitto tra Giovanni e Filippo, Eleonora sostenne la causa del figlio e quando il nipote Arturo, sodale del Sovrano francese, cercò di assumere il controllo dell' Aquitania da costui assegnatagli, ella lasciò l’abbazia per raggiungere Poitiers: fu bloccata ed assediarla nel castello di Mirebeau.

Giovanni la soccorse; sconfisse il Ribelle; lo incarcerò e lo fece avvelenare il 3 aprile del 1203: la Regina/Madre era già da un anno rientrata a Fontevrault, dove prese il velo ed ove nel 1204 si spense dopo aver dato sepoltura a ben otto dei suoi dieci figli.

Secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon Continuatio, era il 21 marzo.

Sepulta est ad Fontem Ebraldi dove, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era già stato alloggiato il Coniuge Enrico: l’Uomo che la amò appassionatamente, fino a temerla senza mai progettare di ucciderla e che ella amò appassionatamente ritenendolo, comunque, pari a ciascuno dei suoi Amori: una pedina utile al potere.

Si amarono odiandosi, in definitiva, perché non seppero mai essere un Uomo e una Donna ma restarono, anche nella intimità dell’alcova, due Capi di Stato con vedute diverse.

Aveva messo al mondo due figlie col primo marito: Maria ed Alice; ne aveva concepiti otto nel secondo letto: Guglielmo Plantageneto; Enrico; Matilde; Riccardo; Goffredo; Eleonora; Giovanna; Giovanni.

Una prole numerosa, parte della quale ella consegnò alla Storia ed alla leggenda.

Bibliografia