Donne nella Storia

Isabella di Gerusalemme

di Ornella Mariani
Isabella di Gerusalemme
Isabella di Gerusalemme

Figlia di Amalrico I e della seconda moglie Maria Comnena; sorellastra di Baldovino IV e di Sibilla; Regina di Gerusalemme, nacque verso il 1172 e si spense il 5 aprile del 1205.
Nel 1177 sua madre, ormai vedova, sposò Baliano di Ibelin e tenne Corte a Nablus: Isabella vi trascorse l’infanzia, testimoniata dal Cronista arabo Imad ad-Din al-Isfahani che la descrisse bruna e graziosa, analogamente al Poeta Normanno Ambroise per il quale era amabile e cortese.
In quel periodo, il trono gerosolimitano era occupato dal fratellastro Baldovino IV, figlio del primo matrimonio di Amalrico con Agnese di Courtenay.
Il vincolo fra i coniugi era stato annullato nel 1162 per un rapporto di consanguineità pretestuoso e labilissimo, ma sufficiente ad indignare la Chiesa e gran parte della Nobiltà.
Accettata l’invalidazione coniugale, il Sovrano aveva però preteso ed ottenuto che la prole nata da quella unione: Sibilla e Baldovino, fosse riconosciuta legittimaria dell’eredità.
Di fatto, nel 1174, il figlio fu acclamato Re all'unanimità. Tuttavia, la circostanza che egli fosse affetto da lebbra ed incapace, pertanto, di produrre discendenza diretta, pose presto il problema della sua successione.
Al trono aspiravano la sorella Sibilla e la sorellastra Isabella, le cui rivendicazioni erano fortemente sostenute dalla madre e dai potenti Ibelin. Per parte sua, il giovane Sovrano propendeva per la germana diretta, a vantaggio della quale aveva avviato una lungimirante politica matrimoniale.
Secondo Guglielmo di Tiro, intanto, nel 1180 e quando aveva soli otto anni, Isabella era stata promessa in sposa dal fratellastro ad Umfredo IV di Toron, a riscatto di un antico debito d’onore familiare: il nonno di costui, Umfredo II, era stato ferito mortalmente a Baniyas per salvare la vita del Re.
La scelta, di fatto, era mirata soprattutto a sottrarre la bambina dalla sfera d’influenza politica degli Ibelin: le nozze furono celebrate nel 1183, quando lo sposo aveva circa diciassette anni ed ella appena undici. L’obiettivo, in definitiva, era stato raggiunto: Stefania di Milly e Rinaldo di Châtillon, rispettivamente madre e patrigno di Umfredo, condizionarono fortemente i rapporti di Isabella con la madre e col patrigno.
La notte stessa degli sponsali, nel perdurare dei festeggiamenti, la fortezza di Kérak, sede di residenza della giovane coppia, fu assaltata ed assediata da Saladino.
Stefania di Milly gli inviò un messaggio col quale lo informava del matrimonio appena officiato e, stando al Cronista Ernoul, mandò anche … vino e pane, pecore e bestiame, come festeggiamento per il matrimonio di suo figlio, ricordandogli che egli soleva tenerla in braccio quando lei era una bambina e lui uno schiavo nel suo castello. E quando Saladino ricevette questi doni ne fu immensamente lieto e ringraziò coloro che glieli avevano portati, chiedendo dove si trovassero la sposa e lo sposo: essi gli indicarono le loro torri. Allora Saladino ordinò al suo esercito di non indirizzare alcun attacco contro quelle torri …
Intanto, le ansie della Corona circa la successione andavano intensificandosi: Baldovino IV era sempre più esasperato dalla inettitudine di Guido di Lusignano, marito di Sibilla. Proprio durante l'assedio di Kérak, costui aveva rifiutato di opporsi all’attacco del Sultano e solo l'intervento diretto del cognato, la cui salute era sempre più vacillante, aveva restituito la libertà alla piazzaforte ed ai suoi ospiti.
Deciso ad impedirgli di insediarsi al trono dopo la propria prevedibile morte, Baldovino IV non perse tempo nel revocargli ogni incarico politico e nell’estendere l’interdizione successoria anche alla sorella, optando per la designazione del figlio di primo letto di costei: il 20 novembre del 1183 il piccolo, che aveva cinque anni, fu associato al trono col nome di Baldovino V.
Secondo le disposizioni testamentarie del Re, ratificate dall’Alta Corte, se egli fosse mancato in minorità, la querelle dinastica sarebbe stata risolta per ragioni di parentela dall'Imperatore Hohenstaufen e dai Monarchi di Francia ed Inghilterra, in accordo col Papa. Durante l'interregno, la reggenza sarebbe stata assegnata ad uno degli eredi a maggior titolo, significando una condizione di parità sostanziale fra Sibilla ed Isabella.
Baldovino IV si spense nella primavera del 1185, poco dopo aver voluto una cerimonia pubblica per la formale incoronazione del successore.
Durante il rito, officiato nella chiesa del Santo Sepolcro, il Sovrano/bambino fu portato solennemente in trionfo da Baliano di Ibelin, a conferma dell’assenso anche della famiglia di Isabella.
Raimondo III di Tripoli fu indicato ancora Reggente. Tuttavia, ad un anno dalla investitura, per effetto della sua salute malferma anche Baldovino V morì e, nell’estate del 1186, la rivalità fra le due sorellastre e le rispettive consorterie esplose virulenta.
Sul terreno c’era la tesi dell'illegittimità di Sibilla: in quanto nata in un matrimonio annullato, ella non aveva titolo alla successione, malgrado il padre l’avesse legittimata.
Quella legittimazione, anzi, era stato ritenuto un atto illecito in danno di Isabella, frutto dell’unico matrimonio riconosciuto di Amalrico I.
Parte dei Notabili del Regno respinse la tesi ritenendo le prerogative della Prima pari a quelle già formalmente riconosciute a Baldovino IV; ma la realtà era altra: non si voleva consentire l’accesso al trono all’ingombrante e poco affidabile Guido di Lusignano, ritenuto un incapace avventuriero.
L'Alta Corte pretese dalla Principessa, in cambio della investitura ufficiale, l’impegno solenne a rinunciare al vincolo coniugale riservandosi il diritto di sceglierle un nuovo marito.
Pur di essere riconosciuta Regina legittima, ella accettò e fu incoronata nel 1186.
Con grande stupore dei presenti, però, all’atto dell’attribuzione della corona, confermando la validità del proprio matrimonio con il Lusignano, ella lo designò Re di Gerusalemme porgendogli la propria tiara appena indossata.
Il partito di Maria Comnena e del marito Baliano d’Ibelin insorse: riunito a Nablus, però, scoprì che Umfredo di Toron, sconfessando la compattezza dell’opposizione, si era recato a rendere omaggio alla coppia reale.
La circostanza accantonò le pretese di Isabella.
Nel 1187 Saladino invase il Regno di Gerusalemme e, nell’estate del 1190, Guido assediò San Giovanni d’Acri: proprio mentre l'impresa era in corso, Sibilla e le due figlie si spensero per effetto di una epidemia.
Guido, ormai non più Re/consorte, non rinunciò al titolo e cercò anche formali riconoscimenti; ma i diritti della diciottenne Isabella erano ormai inconfutabili.
I suoi partigiani: in primo luogo la madre ed il patrigno, ritenevano che ella avesse bisogno di un coniuge all’altezza del ruolo, diversamente dell’attuale.
Nel corso di quell’anno, pertanto, Maria Comnena e Baliano d’Ibelin la isolarono dal marito e la costrinsero ad accettare l'annullamento, in quanto ella era minorenne all’atto della contrazione del vincolo impostole, peraltro, dal fratellastro Baldovino IV.
L'obiettivo era maritarla a Corrado del Monferrato, dotato di talento militare e credito politico.
Dopo molte resistenze e una sfida lanciatagli da Guido III di Senslis, Umfredo accettò che il matrimonio fosse sciolto dal Primate di Pisa e Legato papale Ubaldo Lanfranchi e da Filippo di Dreux, Vescovo di Beauvais.
Il 24 novembre Corrado e Isabella si sposarono, malgrado le eccezioni di incestuosità dell’unione: Sibilla, sorellastra di Isabella, era stata sposata a Guglielmo, fratello del quarantacinquenne ed attraente Corrado: personaggio di grande intelligenza, cultura, coraggio e cortesia.
Prima di eleggere dimora a Tiro, la sposa liquidò il primo marito restituendogli il titolo di Signore di Toron e Chastel Neuf ed i territori limitrofi, a suo tempo annessi nei domini reali.
Per effetto del connubio, il Monferrato divenne Re di Gerusalemme de jure uxoris. Tuttavia, per i primi diciassette mesi ci fu un interregno durante il quale Guido seguitò a rivendicare il titolo, rifiutando di rassegnarsi alla perdita della dignità regia per effetto della morte della moglie.
Suo sostenitore fu Riccardo I d’Inghilterra, Signore feudale dei Lusignano in Poitou.
In appoggio ad Isabella, invece, c’era Filippo II di Francia, cugino di Corrado il cui ruolo fu riconosciuto per elezione nell'aprile del 1192.
La notizia fu comunicata ai Re francese ed inglese a Tiro dal Conte Enrico II di Champagne, nipote di entrambi.
Anche il regno di Corrado ebbe brevissima durata: il 28 aprile di quell’anno, a pochi giorni dall’incoronazione, la Regina Isabella, attardatasi con le sue damigelle in un hammam, per ragioni sconosciute disertò la cena coniugale. Il coniuge, che aveva invitato a cena il Vescovo, allora uscì dal palazzo ma ad attenderlo trovò un sicario della setta degli Hashshashin e fu finito a coltellate.
Due giorni dopo il drammatico evento, Enrico di Champagne tornò a Tiro in veste di Legato dello zio Riccardo I per fidanzarsi con la Regina vedova, incinta della prima figlia: Maria del Monferrato.
Secondo le Fonti, la popolazione fu tanto impressionata dalla sua avvenenza e dal suo fascino da sollecitare Isabella ad accogliere la richiesta malgrado il lutto freschissimo.
Al di là della diceria che ella se ne innamorasse di primo acchito, si trattò di nozze rigorosamente politiche: Riccardo I, già sostenitore di Guido, era accusato di avere avuto un ruolo nell’assassinio di Corrado e il matrimonio fra suo nipote e la vedova avrebbe eliminato i sospetti ed il rischio di un reintegro di Umfredo di Toron.
Dopo soli otto giorni di vedovanza, Isabella sposò Enrico.
Imad ad-Din al-Isfahani, che fu presente ai festeggiamenti, scrisse: … Enrico di Champagne sposò la moglie del Marchese la notte stessa, sostenendo di avere il maggior diritto alla mano della moglie del morto. Lei era incinta, ma questo non gli impedì di unirsi a lei, il che è ancora più disgustoso del congiungimento della carne. Chiesi ad uno dei loro cortigiani a chi sarebbe stata attribuita la paternità ed egli disse: “Sarà il figlio della regina”. Voi vedete la licenziosità di questi orribili Infedeli …
Enrico morì ad Acri nel settembre del 1197, precipitando per disgrazia da una finestra.
Lasciava dd Isabella le figlie Alice e Filippa.
La turbolenza sentimentale della Sovrana era tutt’altro che placata: disinvoltamente ella si risposò con Amalrico di Lusignano, fratello di Guido e ne ebbe i figli Sibilla, Melisenda ed Amalrico.
Il Re/consorte si spense nel gennaio del 1205 per un'intossicazione alimentare, poco prima della morte della moglie e poco dopo quella dell'unico figlio maschio.
Isabella, invece, mancò trentatreenne lasciando erede la figlia Maria del Monferrato.
La legittimità del suo divorzio con Umfredo fu messa in discussione nel 1213, durante la querelle successoria della Contea di Champagne tra le figlie Alice e Filippa e Teobaldo, nipote di Umfredo.
La sua validità fu però confermata: così come nessuna obiezione era stata mossa alla legittimità successoria di Maria e dei suoi discendenti al trono gerosolimitano, analogamente in Champagne Teobaldo estromise dai diritti Alice e Filippa.

Bibliografia: