Donne nella Storia

Sorel Agnès

di Ornella Mariani
Agnès Sorel.
Agnès Sorel.

Passata alla Storia col soprannome di Dame de beauté, nacque verso il 1422 e si spense il 9 febbraio del 1450: era figlia del Signore di Coudun Jean Sorel e di Catherine de Maignelais, castellana di Verneuil- en- Bourbonnais.

Il luogo di nascita divide ancora gli Storici: secondo Alcuni, Fromenteau in Turenna; secondo Altri, Coudun in Picardia.

Prima di diventare la Favorita di Carlo VII di Francia, cui dette quattro figlie, era stata accuratamente educata in Picardia ed è probabile che avesse trascorso l’infanzia nel palazzo di Maignelay- Montigy, nell'Oise, ove era stata preparata al ruolo di Dama di compagnia di Isabella di Lorena, consorte del Re di Napoli Renato d’Angiò.

La sua singolare avvenenza fu notata dal Re, cui la presentò il Gran Siniscalco d’Anjou, Poitou e Normandia Pierre de Brézé: ella aveva vent’anni ed era assai intelligente, coltissima, affascinante e dolce.

Era bionda e aveva occhi azzurri, fronte alta, naso piccolo, bocca delicata e ovale perfetto, a corredo di un corpo fasciato con sicura disinvoltura in abiti aderenti, esaltati da maliziose scollature fino alla nudità del seno testimoniata nel ritratto di Jean Fouquet che, circondandola di Angeli, la raffigurò nelle vesti della Vergine con in grembo il Bambino e con sulla testa una splendida corona.

Come tale la adorò l’amico Etienne Chevalier, Tesoriere del Regno e committente del dipinto nel quale egli stesso fu ritratto in ginocchio, accanto alla figura sacra.

Uno scandalo la cui sfrontatezza denunciò la misura del potere di Agnès!

Il quarantenne e infelice Sovrano se ne innamorò follemente a prima vista e, nel Paese dilaniato dalla Guerra dei Cent’Anni,  ne fece una ragione di vita fino a promuoverla, nel 1444, al rango di Prima Donna di Francia con l’incarico di Dama della Regina Maria e, in definitiva, fino a riconoscerle il ruolo di Favorita pubblica, contrariamente alla tradizione che imponeva alle amanti dei Re di restare nell'ombra.

Tra le belle era la più bella e la più giovane del mondo.

Così la descrisse il Cronista Jean Charter.

Meno generosi i giudizi di Thomas Basin e Jean Jouvenel des Ursin, che la accusarono del risveglio sessuale di Carlo trasformato da Sovrano casto in un depravato completamente sottomesso alle volontà della Cortigiana.

Di fatto, nessuna delle pur numerose altre relazioni del Re assunse mai l’importanza attribuita a quella con Agnès, che offuscò presto anche l’immagine della Sovrana e che dettò la moda di Corte imponendo l’abbandono dei veli; la scollature piena anche delle spalle, definita licenziosa e dissoluta da Cronisti religiosi coevi; le acconciature vistose dei capelli; gli strascichi lunghi fino ad otto metri; i raffinati abiti impreziositi da bordi di martora e zibellino.

Nel solo 1444 Carlo VII le regalò gioielli per un valore di ventimila e seicento scudi: tra essi, il primo diamante tagliato in quel tempo e, per disporre dei suoi pregiati ornamenti, ella divenne la miglior cliente di Jacques Coeur, Argentiere del Regno e Gioielliere internazionale.

Abilissima nello sfruttare l’ascendente sul Re, gli impose propri amici come Consiglieri, orientando le scelte politiche;  suggerendogli la riorganizzazione delle Finanze statali attraverso la riconquista della Guienna e della Normandia, occupate dagli Inglesi; ottenendo, in pochi mesi, i feudi di Beauté-sur-Marne, Vernon, Issoudun, Roquecezière e Loches.

Il Delfino Luigi la detestava tanto da inseguirla, un giorno, con la spada in pugno, obbligandola a trovare rifugio negli appartamenti reali: l’episodio indignò Carlo che espulse il figlio dalla Corte, spedendolo a governare il Delfinato.

Quasi alla fine della sua quarta gravidanza, Agnès volle seguire l’Amato che, combattendo gl'Inglesi, aveva fissato il Quartiere Generale a Rouen: ella si stabilì al Manoir de la Vigne a Le Mesnil – sous – Jumièges e vi partorì una figlia prematura.

A pochi giorni dall’evento, però, fu colpita da un flusso di ventre e, secondo il Cronista Jean Chartier, in poche ore si spense: non prima di aver lasciato i  propri beni alla Collegiale di Loches, perché si celebrassero Messe in suo suffragio nell'abbazia di Jumièges ove alloggia il suo cuore.

A Carlo lasciò i suoi numerosi gioielli.

L’11 febbraio, sul letto di morte aveva sussurrato … quanto poca cosa e fetida è la fragilità umana e, più tardi: … Nostra Signora, Nostra Signora, abbi pietà di me. Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, nell’ora della mia morte, prega per me…, spirando prima ancora d’aver compiuto il ventottesimo anno.

La rapidità del decesso indusse al sospetto di un avvelenamento e, del delitto, fu incolpato il gioielliere Chartier, esecutore testamentario che fu presto scagionato.

I sospetti si appuntarono, allora, sul Delfino.

Nel2004, inoccasione della traslazione della salma nella Collegiale di Sant'Orso a Loches, è stata eseguita dall' Ospedale universitario di Lille una autopsia sui resti e ne è emersa una ascaridiasi e l'assorbimento di sali di mercurio.

Fu l’ingestione di questo metallo pesante a provocare la morte; tuttavia il quantitativo rilevato dalle recentissime analisi: da dieci a cento mila volte la dose terapeutica, esclude l’ipotesi di un errore spianando la via alla possibilità reale del crimine.

E’ possibile che esso fosse stato commesso da persone a lei vicine: la cugina Antoinette di Maignelais, che tre mesi dopo la sua morte la sostituì nel letto del Re o il Medico Robert Poitevin, cui andò una parte della sua eredità?

Ed è altrettanto verosimile che ella si fosse trasferita, in fase di avanzata gravidanza ed in pieno inverno in quella località, proprio nel fondato timore di essere vittima di un complotto a Corte.

Così, allo stato attuale, non vi sono dubbi: assassinata.

E autore del gesto fu proprio il suo Medico: per la categoricità con la quale smentì le voci insistenti di un incidente e perché ad un Professionista della sua esperienza non avrebbero potuto sfuggire i chiari ed inequivocabili sintomi del veleno che egli soltanto avrebbe potuto somministrarle.

Le ragioni del delitto?

Politiche.

Agnès era Amante riconosciuta: per la prima volta, dalla nascita dello Stato, senza far mistero dei propri sentimenti, un Re ne aveva reso pubblico il ruolo.

Di conseguenza i suoi figli, peraltro tutti legittimati in una Monarchia fiaccata dalla guerra e da controversie interne, avrebbero potuto aspirare al trono.

Disperato, Carlo ordinò l'esecuzione di due splendide tombe di marmo: una, contenente il suo cuore, l’atra il corpo.

Questa l’iscrizione sepolcrale a Loches:

Cy gist noble dame Agnès de Seurelle, en son vivant dame de Beaulté, de Roquecisière, d'Issoudun et de Vernon-sur-Seine, piteuse envers toute gens et qui largement donnait de ses biens aux églises et aux pauvres ; laquelle trépassa l'an de grâce MCCCCXLIX. Priez Dieu pour le repos de l'âme d'elle. Amen… ( … Qui giace la nobile dama Agnese di Seurelle, in vita signora di Beaulté, di Roquecisière, d'Issoudun e di Vernon-sur-Seine, pietosa verso tutti e che donò con larghezza alcuni suoi beni alle chiese ed ai poveri; la quale trapassò nell'anno di grazia MCCCCXLIX. Pregate Iddio per il riposo dell'anima sua. Amen

Quando Luigi XI successe al padre, consapevoli del suo odio per la donna che aveva messo in ombra sua madre, i Canonici della località chiesero il permesso di liberare dell'ingombrante monumento la loro Collegiale.

Assumendosi Re di Giustizia, egli assentì a condizione che essi restituissero anche i beni donati dalla defunta.

La tomba, però, fu trasferita nel 1777 nella navata su ordine di Luigi XVI, persuaso che il voluminoso sarcofago disturbasse i servizi religiosi.

Nel 1794 i Rivoluzionari lo saccheggiarono e i resti: testa con i denti e capigliatura, furono sistemati in un'urna e inumati nel cimitero del Capitolo.

Nel 1795 un Soldato la ritrovò priva del contenuto e nel 1806 essa fu riposta nel loculo restaurato dal Prefetto Pomereul e sistemata nella torricella dell' appartamento reale.

Anche da qui fu tolta nel 1970 e collocata in un'altra ala del palazzo.

Il 2 aprile del 2005, infine, fu nuovamente ospitata nella Collegiale di Sant'Orso a Loches.

Agnès aveva messo al mondo quattro bâtardes de France, che Carlo VII legittimò come Valois: Maria, nel 1458 sposa di Oliver di Coëtivy e di Taillebourg e Siniscalco di Guienna; Carlotta di Valois, nel 1462 moglie di Jacques de Brézé, Siniscalco di Normandia, che la uccise con una pugnalata al cuore sorprendendola col Guardiacaccia; Jeanne, coniugata ad Antoine de Bueil Conte di Sancerre e Cancelliere del Regno; la piccola nata il 3 febbraio del 1450, morta qualche mese più tardi.

Bibliografia