Donne nella Storia

Swan Leavitt Henrietta

di Ornella Mariani
Henrietta Swan Leavitt.
Henrietta Swan Leavitt.

Astronoma americana affetta da sordità completa, nacque a Lancaster il 4 luglio del 1868 e si spense a Cambridge il 12 dicembre del 1921.

Figlia di un Pastore congregazionalista, studiò Astronomia alla Society for Collegiate Instruction of Women laureandosi brillantemente ed iniziando l’attività di studio come Volontaria, nel 1893 nell’Osservatorio di Harward.

Divenne organica quando l’Astrofisico Edward Pickering la impegnò come Calcolatore manuale, ovvero deputata alla classificazione delle immagini fotografiche della stelle e alla determinazione delle loro magnitudini.

Proprio nel perdurare di quella mansione, Henrietta identificò oltre duemilaquattrocento Stelle variabili nelle figure delle Nubi di Magellano.

Fra il 1908 e il 1912 pubblicò i risultati dei suoi studi negli Annali dell'Osservatorio Astronomico del Collegio di Harvard, rilevando che alcuni tra quegli astri, detti Cefeidi, mostravano regolarmente una lunga durata rapportata alla più intensa luminosità rispetto agli altri, così rendendoli importantissimi indicatori di dimensione esatta dello stesso universo.

Detta relazione costituì anche il primo metodo basato sulle peculiarità fisiche delle stelle osservate, da utilizzarsi per determinarne la distanza: fino ad allora ci si era serviti del solo metodo della parallasse, applicabile esclusivamente a oggetti relativamente vicini.

L’anno successivo alla pubblicazione, Ejnar Hertzsprung determinò gli spazi fra molte  Cefeidi all'interno della Via Lattea scoprendo la presenza di numerose di esse anche in altri sistemi stellari, a partire da Andromeda, e così archiviando il Grande Dibattito riferito all' appartenenza delle galassie alla Via Lattea.

Henrietta interruppe spesso la propria attività di ricerca per i seri problemi di salute che la affliggevano ma, nel gennaio del 1921, quando Harlow Shapley divenne Direttore dell’ Osservatorio, ella fu chiamata al posto di Capo della Sezione di Fotometria astronomica.

Alla fine dello stesso anno, fu stroncata da un cancro.

Aveva già scoperto cinque Novae, ovvero stelle che esplodono negli strati più superficiali di idrogeno nel corso della loro vita, mantenendo per alcuni giorni fortissima luce.

A quattro anni dalla morte, il Matematico svedese Gösta Mittag- Leffler la propose invano per il Proprio Nobel: non poteva essere indicata, in quanto già deceduta.

Le furono, tuttavia, intestati un asteroide ed un cratere lunare.

Le risoluzioni fondate sull’equazione tempo/distanza delle Cefeidi elaborata dalla Leavitt consentirono nel 1924 ad Edwin Hubble di ipotizzare la estraneità della nebulosa di Andromeda alla nostra galassia: si era fino a quel tempo creduto, infatti, che i soli oggetti esterni alla Via Lattea fossero le Nubi di Magellano e che l’Universo fosse meno grande di quanto, invece, risultò.

Il metodo d’indagine di Henrietta consentì ancora a Hubble la scoperta dell’ allontanamento delle galassie, alla base della teoria del Big Bang.

Bibliografia: