Le Grandi Battaglie

La Battaglia di Ligny

di Ornella Mariani
La Battaglia di Ligny.
La Battaglia di Ligny.

La Battaglia di Ligny

16 giugno del 1815, Ligny: Belgio

Schieramenti: Armée du Nord e Settima Coalizione

Comandanti: Napoleone, Grouchy e von Blücher

Esito: vittoria francese

L’ultima vittoria napoleonica fu premessa alla drammatica rotta di Waterloo, combattuta due giorni più tardi.

La Grande Armée era in marcia verso Bruxelles, decisa a liquidare prima gli Inglesi di Wellington e poi i Prussiani di von Blücher, le cui truppe si erano schierate lungo il Ligny: da una parte i trentaduemila uomini del Generale Ziethen, supportato dalle legioni di Pirch e Thielmann; dall’altra il Corpo d'Armata di Vandamme.

Il fronte era lungo oltre dieci chilometri e aveva come sfondo una serie di piccoli borghi.

Il Feldmaresciallo di Prussia occupò il versante collinare sovrastante l’area paludosa del fiume, disponendosi all’attesa di von Bülow e Wellington che tentò di dissuaderlo dall’accettare battaglia in quella posizione: le truppe prussiane erano pericolosamente esposte al tiro francese e impedite dalla possibilità di un efficace contrattacco, a causa della scivolosità del terreno. Di più: coperti dal tiro delle Artiglierie, i Francesi avrebbero potuto attaccare anche attraverso i ponti dislocati lungo le acque.

Il Duca, peraltro, avrebbe fornito il proprio appoggio, se le sue truppe non fossero state nel frattempo bloccate dal Maresciallo Ney.

Attesa la posizione sfavorevole dell’Avversario, esposto al tiro potente del fuoco e forte di settantamila uomini e duecentodieci pezzi d'Artiglieria, Napoleone decise di attaccare i Prussiani: sul fianco destro posizionò il Primo e il Secondo Corpo di Cavalleria: rispettivamente gli Ussari e i Lancieri del Generale Pajol e i Dragoni del Generale Exelmann, sotto il comando generale del Maresciallo Grouchy, a sostegno della Divisione Hulot; al centro, un chilometro a Sud/Est di Ligny, quattro Battaglioni in linea; sull’ala sinistra i Reparti di Vandamme, l’Ottavo Reggimento e la Terza Divisione di Cacciatori di Domon, la Settima  di Gérard e l’Armata di Reille alle spalle.

La temuta Guardia Imperiale sarebbe intervenuta per l’affondo finale restando schierata ad Ovest di Fleurs, dietro il Terzo Corpo d’Armata, mentre sul lato Est della località era alloggiato il Quarto Corpo di Corazzieri di Milhaud.

Nel frattempo Armate prussiane avanzavano: la prima, col Generale Zieten, aveva occupato i villaggi di Ligny, Saint-Amand, La Haye, Le Hameau e Brye, mentre una Divisione di Cavalleria bloccava la strada con le Artiglierie, un’altra era di riserva al Bussy e il resto era acquartierato nel bosco di Loup; la seconda, col Generale Pirch, era posizionata in seconda linea tra Bry e Ligny, con le riserve a Trois-Butrettes; la Terza, col Generale Thirlmann, occupava l’area del mulino di Potriaux e i villaggi di Boignée, Balâtre e Tongrinelle, sulla sponda destra del Ligny.

La battaglia iniziò alle 15 del 16 giugno, con i tre colpi di cannone sparati dall’ Artiglieria francese: era l'inizio.

Mentre la Cavalleria francese impegnava il fianco sinistro nemico, l’Artiglieria francese bombardò la Fanteria di Blücher spianando la via all’assalto: lo scontro fu sanguinosissimo poiché, prima di essere annientata, la linea tedesca subì ben tre attacchi.

Malgrado il Maresciallo Ney fosse già impegnato contro gli Inglesi nel borgo di Quatre Bras, Napoleone gli ordinò di colpire alle spalle Blücher e scese in campo in sella alla giumenta bianca Desirée.

La Guardia imperiale era pronta a intervenire per il colpo definitivo, quando egli sospese l’azione per circa un'ora, per la falsa notizia dell’arrivo di altri Reparti nemici; poi, rincuorato, scompaginò il fronte avversario e lo mise in rotta.

Alle 19, seguita da centododici Zappatori e millesettecento unità di Cavalleria pesante con Guyot, la Riserva marciò in minacciose colonne di Battaglioni, affiancati a destra da trentasei tra cannoni ed obici in fila per otto ed a sinistra dai duemila Soldati della Prima Brigata Cacciatori di Cambronne e da seicento Corazzieri della Quattordicesima Divisione di Delort.

Sotto una pioggia battente il Generale Roguet gridò ai suoi: Messiers, prevenez les Granatier que le premier d'entre eux qui m'amenerà un prisionier serà fusillé. Poi, al grido Vive L'Empereur, l’Armée di Gérard condusse un altro affondo: i sopravvissuti delle Brigate di von Jagov, di Henkel e di von Kraft fuggirono, malgrado il rinforzo della Cavalleria di Zieten.

Napoleone urlò ai Corazzieri di Delort: Ménagez vos Chevaux.

Nel frattempo, Grouchy; gli Ussari, i Lancieri e i Cacciatori di Pajol; i Dragoni di Exelmans, i Soldati di Hulot annientavano i Prussiani di Thirlmann costringendolo ad arretrare.

Ignaro della ritirata Blücher riunì le ultime riserve prima di esserne avvertito e di riparare sulle alture di Bussy, ove rianimò le truppe e rilanciò l’attacco di Fanterie e Cavallerie con von Röder.

Il Colonnello von Lützow fu, intanto, circondato e catturato dalla Guardia e gli otto Squadroni di landwehr furono caricati e annientati da Delort.

Blücher riparò a Genrinnes con l’Aiutante di campo Nostiz ed alcuni Dragoni: la linea nemica era frantumata.

I Prussiani in fuga abbandonarono anche i cannoni.

La banda del Primo Reggimento Granatieri della Guardia suonò La Victorie est a Nous.

Sul campo erano restati, fra caduti e dispersi, ventiseimila Tedeschi; ma la nemesi anglo/tedesca avrebbe decapitato il trionfalismo di Napoleone una manciata di ore più tardi, a Waterloo.

Bibliografia