Non solo Medio Evo

Cromwell Oliver

di Ornella Mariani
Oliver Cromwell.
Oliver Cromwell.

Oliver Cromwell

Figura chiave della guerra civile inglese; fervente Puritano e Politico, il personaggio che introdusse in Inghilterra la dittatura militare nacque ad Huntingdon il 25 aprile del 1599 e morì di malaria a Londra il 3 settembre del 1658.

Figlio dello Scudiero Robert Cromwell e di Elizabeth Steward, che ne affidarono l’educazione al Sidney Sussex College di Cambridge, ove comunque egli non concluse gli studi; marito di Elizabeth Bourchier; Militare di talento che legò il proprio nome alla istituzione degli Ironside, ovvero fianchi di ferro: un reparto di Cavalleria cruciale alla formazione del New Model Army; Protagonista della Battaglia di Marston Moor del 1644, nella quale gli fu attribuito il soprannome di Old ironside; Autore dell’arresto e della decapitazione di Carlo I Stuart, determinò il tracollo dell’edificio monarchico sostituendolo con la Repubblica del Commonwealth of England e governò l’Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda nel ruolo di Lord Protettore dal 16 dicembre del 1653 al decesso, sostenendo energicamente la riforma religiosa e l’abolizione dell’Episcopato.

In contrasto con la politica stuartiana, allo scoppio della guerra civile si pose alla testa della Eastern Association: una  organizzazione militare delle Contee orientali, che impedì l'unione delle forze realiste del Sud e del Nord.

Arrogante ed intransigente, incontrò l’opposizione dei Moderati presbiteriani e degli Scozzesi e, dopo la vittoria di Naseby e la resa di Oxford, contro il Parlamento deciso a sciogliere l'Esercito, reagì marciando su Londra finché l’Istituzione cedette consentendogli di trattare con Carlo I, ormai in sua totale balia.

Proprio la fuga del Re spianò la via del potere al Cromwell che, alla testa dell’Esercito, nella primavera del 1648 annientò i Realisti nel Galles e a Preston e gli Scozzesi a Warrington, insediando ad Edimburgo un nuovo governo.

Al ritorno a Londra appoggiò la Remonstrance; espulse dal Parlamento i Moderati e dispose un processo/farsa e la conseguente condanna a morte di Carlo I.

Si consegnò alla Storia per gli spietati massacri di Drogheda e di Wexford del 1649.

Tornato a Londra nel settembre del 1651, riorganizzò lo Stato ma, in sprezzo dei Deputati ostili alle sue riforme, sciolse brutalmente il Parlamento assumendo, nel 1653, autorità assoluta; avviando un’ampia attività legislativa; riorganizzando anche la Chiesa, che volle Nazionale e puritana; attuando una politica estera a sostegno del Riformismo e dell’incremento dei commerci; utilizzando e premiando la delazione, utile a prevenire il ritorno degli Stuart.

Così, mentre reagiva contro la Francia, persecutrice degli ugonotti, obbligava l'Olanda al Navigation Act  del 1651, colpendone duramente i traffici; stringendo trattati con le protestanti Svizzera e Danimarca e col Portogallo, incoraggiato a conquistare le colonie nelle Indie Occidentali a danno della Spagna; incaricando Robert Blake di consolidare il predominio navale inglese.

Nel 1655 sottoscrisse l’accordo di Westminster con Luigi XIV, che si impegnava a espellere gli esuli realisti e rinunciava al titolo di Re di Francia a favore di quello di Re dei Francesi e, col trattato militare di Parigi del 1657 ottenne Mardyke e Dunkerque, piattaforma armata contro le Fiandre spagnole.

I fatti

La luminosa carriera militare di Oliver Cromwell maturò nella cornice della guerra civile, che lo rese Leader dei Sostenitori del Parlamento e Capo supremo del nuovo Esercito, i cui soldati furono noti come The roundheads, ovvero Teste Rotonde.

Non era un Militare di talento:  era entrato nell’Esercito a quarantatré anni e senza alcuna cognizione di strategia e tattica, ma con la sola vocazione al comando: tale da consentirgli di realizzare l’Ironside Cavalry, ovvero la riorganizzazione dell’Esercito in New Model Army.

Fra il 1628 e il 1629, egli si dette alla Politica e, eletto Deputato in rappresentanza degli interessi della natia Huntingdon, perseguì l’opposizione ferma al centralismo di Carlo I e la radicale trasformazione istituzionale inglese, peraltro pubblicandola in un piccolo trattato riferito alla esigenza di dare il voto a tutti gli uomini.

Nel 1640, quando per mancanza di fondi il Re chiese al Parlamento l’assenso a nuove tasse, Cromwell entrò sulla scena accentuando la storica contrapposizione tra Parlamento e Monarchia e pretendendo che il Re governasse col consenso parlamentare, sia in ambito politico/amministrativo che religioso.

Il mancato accordo su tale principio inasprì la contrapposizione sociale, degenerando nel conflitto civile fra Parlamentaristi e Realisti e, quando fu denunciato come ispiratore di un complotto contro la Monarchia e fatto oggetto di ordine di arresto, nel corso dell'irruzione del Re nel Parlamento: il 3 gennaio del 1642, Cromwell fece valere le proprie  prerogative  e imputò allo Stuart la responsabilità di una guerra fratricida.

Di fatto, all’atto della detronizzazione ed esecuzione del Sovrano, egli non aveva una visione repubblicana ma esigeva un rapporto armonico fra Corona e Parlamento ed una linea di condotta condivisa e partecipata dai Sudditi, in maggioranza Protestanti: ostile alla Chiesa romana, a suo avviso sprezzante del primato delle Sacre Scritture; incline al solo primato papale e arbitraria persecutrice dei Protestanti europei, Cromwell era saldamente convinto che la salvezza eterna spettasse solo a quanti rispettassero le prescrizioni della Bibbia e contestava le innovazioni introdotte da Carlo I nella Chiesa locale, ovvero investitura episcopale e vigenza di testi di preghiere in stile cattolico.

Proprio le sue certezze sul ruolo negativo esercitato dal Cattolicesimo, consolidandosi attraverso la ribellione irlandese del 1641, conclusa dal massacro di molti Emigranti inglesi e scozzesi di fede protestantica, animarono la spietatezza delle repressioni.

Nel corso del conflitto, egli si contrappose anche ai gruppi più integralisti della propria fazione: benché alleato di Quaccheri e Presbiteriani, ne respinse la categoricità nell’imporre la propria confessione agli altri Riformisti, avvicinandosi alla corrente che sosteneva la libertà religiosa e conservava in sé convinzioni provvidenzialistiche: Dio si occupava direttamente degli affari terreni, influenzandoli attraverso l’attività di Eletti.

Apprezzato per coraggio e comprensione dai propri Soldati, al pari di Carlo I Stuart, Cromwell si riteneva Eletto e titolare di un mandato messianico, donde la interpretazione delle proprie vittorie militari come manifesto assenso divino e delle proprie sconfitte come consiglio a individuare e correggere eventuali errori.

Le sue opinioni influenzarono la Società inglese e produssero i Movimenti dei Levellers e dei Fifth Monarchist.

Divenuto Comandante generale della Cavalleria, nel frattempo, egli adottò la tecnica della sortita rapida e del raggruppamento ad attacco concluso, sperimentandola con successo nella Battaglia di Naseby e nelle campagne di conquista dell'Irlanda e della Scozia, di talché la reputazione militare si trasformò in autorevolezza politica, fino a renderlo il più discusso ma potente personaggio d’Inghilterra.

Nel 1646, quando Carlo I era di fatto esautorato ed ostaggio del Parlamento, egli era l’unico arbitro dei destinio del Paese.

Nell’occasione, cercò una soluzione di compromesso col Re che, per contro, asserendo il diritto ad esercitare il proprio ruolo divino sancito dalla concezione monarchica ed evadendo nel 1648 con la conseguenza di una seconda guerra civile, vanificò qualsiasi ipotesi negoziale.

Di nuovo arrestato, lo Stuart fu sottoposto a giudizio per alto tradimento e, nel gennaio del 1649, quando il Parlamento si riunì a Whitehall per deciderne la sorte, Cromwell irruppe nell'aula con le sue truppe, consentendo il voto solo ai favorevoli all'esecuzione, ovvero cinquantanove Deputati.

Carlo I fu giustiziato il 30 di quello stesso mese.

Cromwell, però, non poté attendere al nuovo assetto istituzionale poiché fu chiamato a sedare le rivolte delle roccaforti reali in Irlanda e Scozia: su quei territori spiccò per la brutalità delle repressioni, come testimonia l’assedio di Drogheda del settembre del 1649 quando, malgrado la resa, ordinò il massacro di circa quattromila Lealisti fra cui quasi tremila Soldati fedeli alla Corona e molti Sacerdoti cattolici.

L’episodio causò una irriducibile impopolarità ed ancora oggi alimenta il rancore fra Cattolici e Protestanti e fra Inglesi e Irlandesi, da lui considerati nemici fino ad assumere necessario il sacco di quella località e crudamente liquidandolo con parole di pietra: … solenne giudizio divino contro questi vili barbari, che si sono macchiati le mani di sangue innocente…; fino a trasformare molte chiese e la cattedrale di Kilkenny in stalle; fino a macchiarsi di una ulteriore strage a Wexford, pur mentre erano in corso le trattative della resa; fino a rendersi autore di imperdonabili atrocità: dalle deportazioni di massa alla riduzione in schiavitù nelle colonie di Barbados.

Sull'onda della conquista confiscò, pertanto, tutte le terre dei Cattolici legittimando l’azione con l’Act for the Settlement of Ireland 1652; interdicendo la professione di fede e ponendo cospicue taglie sul Clero.

Fra il 1650 e il 1651, respinse il tentativo scozzese d’invasione dell’Inghilterra manifestando anche nei confronti di quella Popolazione, in maggioranza presbiteriana, una profonda avversione e non astenendosi da azioni crudeli: i suoi Veterani, comandati dal Generale George Monck, la annientarono nella Battaglia di Dunbar e nella Battaglia di Worcester, prima di occuparne il territorio; di saccheggiare ferocemente Dundee e di confinare migliaia di Prigionieri.

Da allora la Scozia cadde sotto il dominio militare inglese e visse l’umiliazione della divisione delle Highland dal resto del Paese.

Da allora, come già in Irlanda, anche in Scozia Cromwell fu ricordato spietato e senza scrupoli e, per quanto impegno ostentasse in favore del Commonwealth d’Inghilterra, fu sempre ritenuto un feroce e spietato Despota.

I suoi atti furono descritti come eccessivamente rigorosi, avventati e tirannici, in particolare quando riferiti alle repressioni e punizioni degli ammutinamenti e quando riferiti alla ostilità manifestata ai Levellers, il cui programma politico egalitarista era stato discusso durante i Putney debates, prima della fuga del Re detronizzato, cui di fatto egli si sostituì come tiranno, mutuandone l’esempio nello sciogliere il Parlamento repubblicano nel 1653 e assumendo il diretto controllo dello Stato.

La sua politica estera causò la Prima Guerra contro la Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi, umiliate fra il 1652 e il 1654 dall’Ammiraglio Robert Blake.

In coerenza con la promessa di garantire la libertà religiosa a tutte le Confessioni tranne ai Cattolici, intanto, il Dittatore autorizzò il rientro degli Ebrei a trecentocinquanta anni di distanza dalla espulsione voluta da Edoardo I.

Nel 1655, poi,  profittando del conflitto tra Francia e Spagna e persuaso che la volontà di Dio stesse nella diffusione del Protestantesimo, si alleò con la Prima contro la Seconda sostanzialmente per rilanciare l’opportunismo mercantile perseguito da Elisabetta I e mai poi praticato dagli Stuart. Così, alleatosi col Cardinale Giulio Mazarino, sottrasse agli Spagnoli  Dunkerque e la Giamaica, attraverso l’attività militare di William Penn.

Parallelamente, la situazione politica interna veniva intorbidendosi: i Commercianti rifiutavano di pagare i dazi; i Giuristi contestavano la legalità di un Governo sempre più assolutista; i Realisti erano in costante rivolta e qualche attentato sventò la ipotesi di una sua incoronazione avanzata dai sottoscrittori di una Petition che egli respinse dopo sei settimane di riflessione, avocando a sé comunque i poteri di Sovrano costituzionale.

Assiso sul trono di Wenstminster, infatti, con l’Instrument of Government pretese il titolo di Lord Protettore stabilendo che la sua carica fosse ereditata dal figlio Richard e facendo promulgare una nuova Costituzione attraverso la quale si assegnava financo il diritto di attribuire titoli nobiliari.

Colpito da malaria e calcoli renali, l’inviso Oliver Cromwell si spense cinquantanovenne il 3 settembre del 1658.

A distanza di due anni, il suo inetto successore fu destituito ed esiliato dal Parlamento che restaurò la Monarchia e insediò Carlo II.

Il 30 gennaio del 1661, nell'anniversario dell'esecuzione del padre, il nuovo Sovrano fece riesumare le spoglie di Cromwell assieme a quelle di Robert Blake, di Henry Ireton e di John Bradshaw; le sottopose a processo e ne ordinò la decapitazione e lo squartamento postumi. Al termine, ne fece gettare il corpo in una fossa comune a Tuburn e ne fece tenere esposta la testa impalata davanti a Westminster, fino al 1685.

La vicenda del Lord Protettore ispirò, fra il 1657 e il 1827, le tragedie di Andreas Gryphius: Ermordete Majestät oder Carolus Stuarduus KÖning von Groß Britanien e di Girolamo Graziani: Il Cromuele, oltre che il dramma Cromwell di Victor Hugo.

Bibliografia