Non solo Medio Evo

Repubblica di Vichy

di Ornella Mariani
Il Generale Charles De Gaulle.
Il Generale Charles De Gaulle.

Il Governo di Vichy

Fu l’Istituzione formatasi in Francia, durante l'occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale; mutuò il nome dalla località termale di Vichy e sorse in esito all'invasione nazista e all'armistizio che essa stipulò nel 1940.

La guida fu affidata al Maresciallo Henri Philippe Pétain, che collaborò con i tedeschi riducendosi a marionetta nella mani di Hitler.

Gli si oppose il Generale Charles De Gaulle, riparato a Londra dopo la drammatica ritirata di Dunkerque e il suo fu l’unico Governo riconosciuto dagli Alleati, dopo la liberazione di Parigi: il 25 agosto del 1944.

Al Maresciallo ultraottantenne fu irrogata la pena di morte, poi commutata in carcere perpetuo.

I Fatti

Dopo l'armistizio franco/tedesco la Francia fu sostanzialmente divisa in due zone: il Nord, occupato dai Tedeschi; il Centro/Sud governato da una sorta di regime collaborazionista.

Con risultati schiaccianti: cinquecentosessantanove SI e ottanta NO, il Parlamento già preparato da Pierre Laval attraverso lusinghe e minacce si sciolse e affidò i pieni poteri al Pétain, esponente della élite militarista, reazionaria e clericale.

Il Governo di Vichy, dunque, non fu solo un fantoccio in mano tedesca, ma anche il simbolo di una tendenza fascista, antisemita, antidemocratica, boulanista e antidreyfusarda, sedicente espressione della riscossa nazionale fino a puntare alla discutibile Rivoluzione nazionale.

Si trattava, in realtà, di un Nazionalismo gerarchico e autoritario, ostile all’ eguaglianza e ai principi democratici: in reazione all’ideologia democratica, ritenuta causa della mollezza dei costumi, il nuovo regime restaurò i valori tradizionali; sostituì il motto repubblicano Libertà, Uguaglianza, Fratellanza con la triade Travail, Famille, Patrie; introdusse, nei documenti ufficiali la formula di ispirazione  monarchica Nous, Philippe Pétain in surroga all’ intestazione La République française; varò un modulo  paternalistico e corporativo supportato da misure eccezionali: proibizione delle società segrete, soppressione di organismi sindacali, Statuto degli Ebrei, messa in stato d’accusa dei Politici della Terza Repubblica.

Comunisti, Sindacalisti ed Ebrei furono internati anche sulla base dei principali Partiti collaborazionisti: il Partito Popolare, il Partito Fascista e il Raggruppamento Nazional/Popolare.

Il Governo rese obbligatoria la Carte nationale d’identité sécurisée per favorire la discriminazione, scrivendo Juif su quella rilasciata ai Giudei.

La delirante politica di Pétain fu comunque influenzata da Charles Maurras, Teorico dell'Action française e propugnatore di una Rivoluzione nazionale mirata a colpire Comunisti, Socialisti, Ebrei e Massoni e a sostenere Hitler.

Il Maresciallo, in sostanza, si era vocato a Padrone della Francia, avocando a sé l'intero potere legislativo e la designazione delle assemblee rappresentative, restaurando le élite sociali già demolite dal processo di democratizzazione.

In sprezzo del Parlamentarismo, che col suo sistema garantista ne condizionava l’egemonia oligarchica, si schierarono con lui gli alti Tecnocrati dello Stato e i Vertici della Chiesa e dell'Esercito, riaffermando quell’ antisemitismo che aveva reso amaramente famosa la Nazione dell'affaire Dreyfus.

Istituito un Commissariato generale agli Affari Ebraici, malgrado alcune affinità ideologiche tra Vichy e Berlino, la collaborazione fondò sull'interesse e sul potere: mirando a evitare una prolungata occupazione, Hitler esercitava pressione militare sufficiente a conferirgli autorità su un altro Stato docile quanto la Romania e l'Ungheria e contava, sugli aiuti economici di quel Governo per il suo Behemoth.

Per contro, Pétain e i suoi Ministri tendevano al controllo di metà della Francia, delle terre d'Oltremare e della Flotta francese, per salvaguardare un nucleo di sovranità e trasformarla nel più solido referente europeo del Führer.

Pertanto, assieme al suo Ministro Pierre Laval mandò a morte quanti più rifugiati di Sinistra che, dalla Germania, avevano avuto asilo politico; praticò un’ampio antigiudaismo; tra la fine di luglio e l'inizio di ottobre del 1940, incaricò una Commissione di riconsiderare le recenti  naturalizzazioni; abrogò la legge di veto di propaganda antisemita; eliminò gli Ebrei dal servizio governativo e autorizzò i Prefetti a internarli in campi ampi speciali: Gurs, Les Milles e aree dell’Africa provocarono la morte di migliaia di Internati, al pari di Dachau e dei ghetti polacchi.

In definitiva, il Governo di Vichy precedette il GPRF o Gouvernement provisoire de la République française ed ebbe, nei suoi primi anni, anche parziale riconoscimento della Comunità internazionale, mentre quello di De Gaulle in esilio era supportato dalla sola Inghilterra. Questa posizione, saldata a scelte strategiche impopolari e all’affondamento della Flotta francese dopo l’armistizio del 23 giugno del 1940, ingenerò la convinzione di abbandono da parte degli Alleati e consolidò l’appoggio a Pétain, a svantaggio della Francia Libera.

La Storia

Lo Stato francese nacque dopo la disfatta della Terza Repubblica fondata sulla intagibilità dei confini nazionali e della Linea Maginot e sulla politica di Appeasement nei confronti dei Paesi fascisti.

Nell’emergenza prodotta dall’invasione tedesca, il 16 giugno del 1940 il Presidente della Repubblica nominò Pétain Presidente del Consiglio.

Il successivo 22, costui firmò a Rethondes la tregua con i Nazisti accettando la divisione della Francia in due aree: quella settentrionale, o zone occupée, e quella meridionale, o zone libre, governata dall’Istituzione fissata a Vichy.

Il 1° luglio, il Parlamento approvò il conferimento dei pieni poteri al Maresciallo, mentre personaggi di spicco come Georges Mandel, Édouard Daladier e ventisei Deputati dell'Assemblea Nazionale riparavano in Nordafrica a bordo della Massilia: trecentocinquantasette Deputati su quattrocento quattordici e duecentododici Senatori su trecentodue sostennero Pétain che, l’11 successivo fu incaricato di redigere una nuova Costituzione.

I Partigiani della legittimità di quel Governo sostennero che la sua formazione era fondata su regolare votazione, mentre i Detrattori, a partire dai Gaullisti, denunciarono il clima di tensione e di disordine che aveva incorniciato la consultazione e la difformità di quel Governo dai principi repubblicani.

Sancita la fine della Terza Repubblica, Pétain assunse il titolo di Chef de l'Etat ed instaurò un regime confortato da Movimenti Fascisti, Nazionalisti, Monarchici ed Antisemiti contando sul proprio passato di Eroe della Prima Guerra Mondiale e, malgrado le Camere non fossero sciolte, aggiornò il Parlamento fino a nuovo, ordine mai più convocandolo.

Il 24 ottobre del 1940 ufficializzò la collaborazione con i Tedeschi, incontrando Hitler a Montoire- sur- le Loir e, sebbene avesse subito la distruzione della Flotta di stanza a Mers-el-Kébir; la tentata occupazione di Dakar; l'invasione di Libano e Siria nel 1941 e del Madagascar nel 1942 da parte degli Inglesi, fino all'11 novembre del 1942 si tenne formalmente neutrale e si limitò ad inviare la Légion des Volontaires Français sul fronte orientale, per partecipare all'Operazione Barbarossa.

Charles de Gaulle, fuggito a Londra dopo la ritirata di Dunkerque, fondò il Movimento Francia Libera e, con l’appello del 18 giugno successivo, sollecitò tutti i Francesi in Patria e nelle Colonie a battersi accanto agli Alleati, denunciando l’incostituzionalità del governo Pétain: fino al 1944, egli ebbe difficoltà a farsi valere, ma l'adesione fornitagli nell’autunno del 1940 dai territori coloniali di Africa Equatoriale Francese, Camerun, Nuova Caledonia, Polinesia e Nuove Ebridi e la graduale perdita di popolarità dell’esperienza di Vichy, consentì alle Forces Françaises Libres di proporsi autorevolmente sullo scenario politico e militare, a partire dall'Operazione Anton.

Gli anni di fuoco

Nel novembre del 1942, contro l'invasione alleata di Marocco e Algeria e per prevenire un eventuale sbarco alleato nella Francia meridionale, Tedeschi e Italiani invasero la Tunisia e l’area francese sotto il controllo del Governo di Vichy, privando di autonomia lo Stato francese.

La resistenza fu appena formale: Pétain si limitò all’invio di qualche telegramma al Governo tedesco e protestò dichiarando decadute le clausole armistiziali del 1940.

Unico significativo atto di opposizione fu l'autoaffondamento della Flotta a Tolone: da allora e fino alla liberazione del Paese da parte degli Alleati, l’ Autorità di Vichy, subornata dai Tedeschi, ebbe potere decisionale pressoché nullo: Capo del Governo divenne il filonazista Pierre Laval, cui fu conferita la gestione della Politica interna ed estera.

E ancora alla vigilia dello sbarco in Normandia, così scriveva il Roosevelt al Premier inglese: … Quando l'America è entrata in guerra, l'unica Francia che conosco stava dalla parte dei Tedeschi

E’ da rilevare come gli Stati Uniti, parimenti ad altri Stati, mantennero, fino all' Ottobre del 1944, rapporti ufficiali con Vichy anche dopo che il Governo Pétain si era trasferito a Sigmaringen per eludere l'avanzata anglo-americana. Il 17 agosto di quell’anno, proprio per tale ragione, Laval si dimise e il 20 il Maresciallo fu costretto ad abbandonare la Nazione e a spostarsi in Germania con Fernand de Brinon in qualità di Presidente del Governo in esilio.

Il 26 agosto le truppe del Generale de Gaulle entrarono trionfalmente in una Parigi già liberata dai Partigiani.

I pessimi rapporti intrattenuti con Roosevelt sarebbero cambiati?

In realtà gli Americani erano stati ostili nei confronti delle Forze francesi libere e la perseveranza nel considerare legittimo il Regime di Vichy era dovuta anche alla malcelata volontà di trattare la Francia come uno Stato sconfitto: il Presidente statunitense aveva ordinato che la Nazione venisse messa sotto occupazione militare, allo scopo di smantellarne l'Impero coloniale ed escluderla dal contesto delle Grandi Potenze per comporre un'Europa continentale debole, divisa e controllabile.

Furono proprio il rigore di De Gaulle e l'opposizione della Gran Bretagna, che nella Francia individuava l'unico possibile alleato europeo in grado di bilanciare le Superpotenze russa ed americana, a vanificare i progetti dell’ establishment rooseveltiano.

Il 23 ottobre Stati Uniti, Canada e gli Stati che pure avevano accettato Pétain come legittimo rappresentante della Francia, riconobbero il Governo De Gaulle.

Era cessato lo Stato francese!

Il 24 aprile del 1945 Pétain si costituì alla frontiera elvetica e il 25 luglio fu deferito al giudizio della Corte Marziale, con l'accusa di alto tradimento nei confronti della Repubblica.

Gli fu irrogata la pena capitale, ma per l’avanzata età e le pessime condizioni di salute, De Gaulle la commutò nel carcere a vita: internato all’Île d’Yeu, il Maresciallo vi si spense il 23 luglio del 1951.

Si avviò,così, il regolamento dei conti e furono intentati processi contro quanti avevano collaborato con i Nazisti: i rinviati a giudizio furono oltre cinquantamila, con una percentuale di condanne dell’84% e l’irrogazione di settemilatrentasette pene di morte, di cui settecentosessantasette eseguite.

Uno dei casi più clamorosi riguardò il celeberrimo Scrittore Robert Brasillach, collaboratore del più xenofobo giornale francese di Vichy: Je suis partout.

Egli era accusato anche di coinvolgimento nell’assassinio del Ministro Georges Mandel, ma si trattò di crimini intellettuali per i quali inoltrarono istanza di grazia François Mauriac, Paul Valery, Albert Camus, Colette, Jean Cocteau e moltissimi Accademici.

Il Generale fu irremovibile: la fase processuale durò soli venti minuti.

Alla lettura della sentenza, dal Pubblico una voce gridò è una vergogna.

Brasillach rispose impassibile è un onore.

All’alba del giorno successivo: 6 febbraio del 1945, cadde avanti al Plotone d’esecuzione presso il forte di Montrouge.

Sentenze d’indegnità civile si abbatterono su molti Intellettuali, fra cui Louis Ferdinand Céline; ma fu una stagione epurativa breve: puniti i maggiori responsabili, De Gaulle volle ingenerare la convinzione che la Francia fosse restata sostanzialmente incontaminata dal delirio nazista.

Nel giro di due anni, pertanto, tornarono in circolazione gli Scrittori e gli Artisti che pure avevano collaborato col regime di Vichy: Jean Giono, Henry de Montherlant, Edith Piaf, Léonie Bathiat e i Registi Marcel Carné e Henry Georges Clouzot.

L’introspezione sofferta cominciò solo verso la fine del mandato di François Mitterrand, a sua volta chiamato in causa per la collaborazione con un ufficio di Vichy sino al 1942; ma fu il Presidente Jacques Chirac a denunciare nel 1995 le aberrazioni antisemite di Vichy.

La condotta delle Colonie

Lo Stato francese mantenne formalmente l'autorità su tutta la Francia, inclusa la zona nord occupata dalle truppe del Terzo Reich.

In realtà la Francia metropolitana risultava divisa in quattro parti: Zona Libera, Zona Occupata, Alsazia e Lorena annesse alla Germania.

Successivamente all’Operazione Anton, le prime due (Sud e Nord) tornarono ad essere un singolo organismo amministrativo, pur con una ridotta autonomia e, tra il novembre del 1942 e il settembre del 1943 il Sud/Est fu militarmente occupato dall'Italia, passando sotto gestione tedesca dopo l'Armistizio di Cassibile.

Parte dell'impero coloniale restò fedele a Vichy: Marocco, Algeria, Tunisia e Africa Occidentale francese, nella quale il primo tentativo alleato di invasione fallì nel settembre del 1940, con la battaglia di Dakar; felice fu, invece, quella del novembre del 1942 nota come Operazione Torch.

A causa del cambio di schieramento dell’Ammiraglio pètainista François Darlan, che si schierò con gli Alleati in cambio del mantenimento del potere in Nordafrica, la resistenza agli Anglo/Americani fu minima.

Per contro, Italia e Germania occuparono la Francia di Vichy con l’Operazione Anton, per evitare una crisi dell’Asse sul territorio.

Il Gibuti combatté contro l'Africa orientale italiana nell'estate del 1940 e si dichiarò neutrale dopo l'armistizio ma, alla fine del 1942, sottoposto al blocco navale anglo/gaullista, capitolò.

Siria e Libano restarono fedeli a Vichy fino all’occupazione inglese del luglio del 1941: De Gaulle gli offrì la possibilità di accedere all'indipendenza a condizione di sostegno a Francia Libera.

L’Indocina francese aderì al regime di Pétain: l’Autorità di Governo concesse ai Giapponesi di occuparne alcune zone strategiche, ai confini con la Cina. Nel novembre del 1942 l’invasione fu totale: alcune aree furono annesse alla Thailandia, mentre Vietnam, Cambogia, e Laos proclamarono l'indipendenza col placet nipponico.

Il Madagascar sostenne Vichy ma, nel timore che i Giapponesi lo usassero come base di ostacolo alle azioni alleate nell’Oceano Indiano, il 5 maggio del 1942 gli Inglesi avviarono l'Operazione Ironclad contrastando anche il Giappone, che inviò alcuni sottomarini in sostegno agli aderenti a quel Governo: il 6 novembre, l'isola cadde in mano agli Alleati e fu sottoposta al controllo del Generale di Francia Libera Paul Legentilhomme.

La Cayenna fu occupata dagli Americani.

L’Africa equatoriale francese, il Camerun, la Nuova Caledonia e la Polinesia si schierarono fin da subito con De Gaulle.

Quanto alle forze interne di Polizia, mentre un piccolo organico di Forze Armate sopravvisse come Esercito dell'Armistizio anche sotto l'occupazione tedesca, l’Ordine pubblico fu garantito dalla Milice française istituita il 30 gennaio del 1943 come Ente paramilitare e di contrasto ai Partigiani gaullisti e come strumento di Polizia politica modellato sulle direttive dell'Asse: rastrellò gli Ebrei in tutta la Francia, dal 1944 alla liberazione di Parigi.

Bibliografia