Non solo Medio Evo

Rizzio Davide

di Ornella Mariani
Davide Rizzio.
Davide Rizzio.

Nato a Pancalieri nella famiglia dei Conti di San Paolo verso il 1533 e spentosi ad Edimburgo il 9 marzo del 1566, figlio di un Musicista, fu Compositore; eccellente Cantante e forse Autore della celebre melodia Auld Lang Syne; Liutista e Politico al seguito del Conte di Moretto e del Duca di Savoia che lo presentò a Mary Stuart.

Fu, però, nel 1564, Sir John Melvil a segnalarlo come Basso del Quartetto vocale di Corte.

Il suo talento gli valse la fiducia della Sovrana, divenendone il Confidente ed il Segretario per le relazioni con la Francia: malgrado la spiccata ambizione, l’ambiguità, l’aspetto sgradevole, fu assunto con un lauto stipendio per la brillante intelligenza; per il genio anche nella poesia; per la vasta cultura artistica e per la ottima conoscenza delle lingue.

Presto fu designato Custode del sigillo del Regno e dei segreti di Stato, fino a meritare di dividere i piaceri della tavola con la Regina, sulla quale esercitò notevole ascendente intrattenendosi confidenzialmente anche a tarda notte nelle sue stanze e così concorrendo a veicolare l’ipotesi di esserne l’Amante.

La circostanza accese di gelosia il Principe consorte Lord Enrico Stuart di Darnley, malgrado si tenda a ritenerlo solo il bersaglio delle invidie e dei veleni dell’Aristocrazia protestante, quale straniero e fervente cattolico.

Mary era stata già al centro di uno scandalo, quando la si era accusata di una relazione col Gentiluomo francese Pierre de Bocsozel che nell’agosto del 1561 l’aveva scortata quando, costretta a lasciare la Francia, ella aveva raggiunto la Scozia per occuparne il trono ereditato per successione paterna: l’affinità culturale era rapidamente degenerata in una furiosa e fatale passione finché, dopo averlo sorpreso nelle proprie stanze nel tentativo di ottenerne i favori, per ragioni di opportunità la regina lo consegnò alla Giustizia facendolo decapitare ad Edimburgo.

In definitiva, portata ad ignorare le maldicenze con eccessiva leggerezza e disinvoltura, la Stuart accecò di rabbia il coniuge che, persuaso di avere nel Rizzio il rivale d’alcova e di potere, si lasciò coinvolgere da Nobili di confessione anglicana in un complotto che trovò esecuzione nella notte del 9 marzo del 1566.

A monte, aveva sottoscritto due contratti d’impegno con i quali assumeva il controllo della Scozia: premendogli annientare l’ingombrante Antagonista, egli garantiva la difesa della Chiesa protestante e l’impunità e la protezione ai Congiurati, quando fosse entrato nel reale possesso della corona , esigendo dai Sodali, per contro, l’assassinio del Rizzio in presenza della Regina; la concessione della Matrimonial crown e il pieno diritto alla successione, in caso di morte precoce della titolare.

Irrompendo armati in Holyrood Palace, i Cospiratori si introdussero nella sala da pranzo e pretesero la consegna del ventottenne Segretario dalla Stuart, incinta del futuro Giacomo VI di Scozia: la scena fu straziante.

La disperata concitazione raggiunse alcune centinaia di Popolani che, brandendo bastoni, accorsero in difesa della Regina, costretta ad affacciarsi per rassicurarli e congedarli.

Subito dopo, i Lord infierirono con cinquantasette crudeli e brutali pugnalate sul Rizzio il cui corpo, spogliato di vesti e gioielli, fu gettato dalle scale prima di essere frettolosamente sepolto nel cimitero di Holyrood.

In realtà, il crimine fu il primo di una serie di episodi occultamente pianificati da Elisabetta I, tesa a destabilizzare la Scozia; a rendere impopolare la cugina ed arginare il rischio che le sue idee liberali e religiose contagiassero anche l’Inghilterra.

Il drammatico fatto di sangue, causa della depressione che colpì la Stuart nei mesi successivi, non ne fiaccò comunque la tempra: proprio in quella terribile notte, infatti, a margine degli eventi, ella riuscì a fuggire da un passaggio segreto per tornare in capo ad una settimana con ottomila fedelissimi: espulsi dal Regno i Ribelli, organizzò solenni esequie a Rizzio le cui spoglie, attualmente ricomposte nella chiesa di Canongate Kirkyard, furono ospitate nel sepolcro dei Re di Scozia, così avvalorando il sospetto di quella discussa ed intensa relazione privata il cui probabile frutto sarebbe stato testimoniato dalla gravidanza in atto.

Davide Rizzio fu davvero l’Amante della Regina Mary Stuart?

O fu, come si sostenne da più parti, un Agente papale, incaricato di contrastare la Riforma anglicana e restaurare la fede romana?

O fu solo un avido arrampicatore sociale?

In realtà il piano, noto da settimane ancorché segreto, mirava a colpire la sovranità della Stuart il cui fratellastro Giacomo di Moray era stato da settimane posto da Elisabetta I sul confine, per un immediato intervento, mentre John Knox aveva già pronto il sermone di compiacimento per l’omicidio.

Lo stesso Rizzio era stato anonimamente avvertito.

Solo la regina Mary era del tutto ignara.

9 marzo 1556.

Come di solito la Regina consuma la cena nel proprio appartamento, in compagnia di Davide Rizzio ed altri Nobili: si conversa; si declamano versi; si fa un pò di musica.

D’improvviso si apre la tenda che introduce alla camera da letto ed entra Darnley.

Egli siede accanto alla moglie; ma appena dopo, compare Lord Patrick Ruthven che, brandendo la spada, esige la consegna di Rizzio.

Mary Stuart, sconvolta, gli intima l’immediata uscita dalla sala.

Il Principe consorte assiste impassibile.

Atterrito, il Segretario di Corte si accovaccia ed aggrappa alle gonne della Sovrana, implorando pietà.

E’ tardi: la congiura è drammaticamente in atto e nella sua crudezza si fa strada il terrore quando irrompono nell’ambiente gli altri Lord Cospiratori.

Rizzio viene afferrato e trascinato via con un cappio attorno al collo mentre a Mary, incinta di sei mesi, viene puntata un’arma da fuoco all’addome.

Ella non può che assistere sgomenta e impotente alla scena, senza poter placare le urla disperate del fedele Consigliere, attinto da cinquantasette pugnalate e poi gettato dalla finestra nel cortile.

Quando il dramma si è già consumato, richiamati da tanto rumore e grida arrivano Bothwell ed Huntly, ma Holyrood è circondata da uomini sodali dei Congiurati ed ai due non resta che guadagnarsi la fuga e cercare soccorsi, mentre un imperturbabile Darnley rassicura tutti ipocritamente: non è successo nulla; è stata solo eliminata una Spia.

Mary Stuart è, intanto, prigioniera nelle sue stanze.

Consapevole del ruolo del coniuge nel drammatico evento, gli ha vomitato addosso ogni possibile sprezzo ed odio: la sua vendetta sarà implacabile.

Raccolte le idee, progetta la fuga per raccogliere i suoi Fedelissimi simulando doglie anticipate, per effetto del trauma subito e così guadagnando l’assistenza del Medico e della Servitù attraverso i quali riesce a mandare un messaggio a Bothwell e Huntly, proprio mentre nella sua camera rientra il marito.

Suadente ed indifesa, Mary riesce ad ottenerne la piena ammissione di responsabilità ed i nomi di tutti i Complottisti.

Darnley, forse per paura, la aiuta nella fuga tradendo i Traditori!

In una manciata di ore la Regina recupera il controllo della situazione mentre Moray e gli altri Lord esuli rientrano ad Edimburgo.

Il fratellastro, che da sempre aspira alla corona, le propone un compromesso: se accorda il perdono ai Congiurati, essi le restituiranno la sovranità illimitata.

Ella si finge d’accordo e promette di firmare il prima possibile il provvedimento che i Lord adesso sollecitano.

Le armi vengono riposte.

Darnley, pentito ed ora complice della moglie, li invita ad una cena che solennizzi il buon esito dell’intrigo: si beve molto e, quando tutti cadono in un sonno profondo, Mary fugge.

Al cimitero adiacente al suo palazzo la attendono il marito, Bothwell e gli altri Amici.

Ella monta sul cavallo assieme al fidato Capitano della Guardia del Corpo Arthur Erskine e in duecento raggiungono Dunbar donde inoltra lettere di richiamo dei Nobili dei quali si fida e raccoglie un esercito contro i Ribelli ancora ad Holyrood.

Quando costoro si rendono conto della fuga della coppia reale, se ne allontanano e con essi sparisce anche John Knox, che dal pulpito aveva appena lodato l’assassinio di Rizzio.

Mary Stuart e il marito rientrano in trionfo ad Edimburgo.

Da quel momento ella attenderà al piano di vendetta:

Bibliografia