Personaggi

Boscoli Pietro Paolo

di Ornella Mariani

Pietro Paolo Boscoli

Figlio di Monna Cosa e del ricco e aristocratico fiorentino Giachinotto Boscoli, Pietro Paolo nacque il 30 giugno del 1481 e, come il genitore e i fratelli Francesco e Giambattista, fu membro dell'Arte del Cambio.

Cresciuto nell’entusiasmo sollevato dall’attività di Girolamo Savonarola, fu testimone della restaurazione medicea; del sacco di Prato; della deposizione di Piero Soderini; del ritorno del Cardinale de' Medici; dello smantellamento della Repubblica.

Forse, durante una riunione di antagonisti della potente Dinastia fiorentina, ai primi di febbraio del1513 incasa di Lorenzo Lenzi, nel borgo di Ognissanti, l’Oratore senese Bernardino Cocci gli sottrasse dalla tasca una lista di dissidenti e la consegnò alla Signoria.

Il 18 di quel mese, con una ventina di sodali, il Boscoli fu arrestato e torturato per l’accusa di complotto in danno di Giuliano, Lorenzo e Giulio de’ Medici.

Tutti gli imputati furono assolti, compreso Niccolò Machiavelli che lasciò Firenze; a Pietro Paolo e ad Agostino Capponi fu, invece, comminata la condanna a morte.

Le loro ultime ore sono raccontate nella Recitazione del caso di Pietro Paolo Boscoli e di Agostino Capponi di cui fu Autore l’Umanista Luca della Robbia, presente nella cappella dei condannati come membro dei Neri: la Confraternita di Santa Maria della Croce al Tempio, incaricata di assistenza spirituale in attesa dell’esecuzione.

Se il coimputato sembrò sereno, Boscoli era tanto sconvolto da respingere il Confessore Jacopo Mannelli e da esigere la presenza di un Domenicano di San Marco confidando proprio a Luca di voler morire cristiano, ma di non riuscire a consegnarsi a Dio per avere il cuore duro.

Non credendo nel sollievo della Confessione, della Comunione, delle Indulgenze, delle preghiere e delle immagini sacre, egli si negò alla effigie di Cristo e, quando giunse Frà Cipriano, Priore di San Domenico di Fiesole, chiese il silenzio ai Neri che cantavano salmi penitenziali: … io non ho bisogno di cotesto romor negli orecchi, che mi offende assai. I'ho poco tempo: siate contenti star cheti, acciò che io mi possa confessare; che cotesto vostro cantare a me non giova. Se voi volete da voi piano pregar Iddio per me, di questo ve ne prego...

Poi, al Padre che lo sollecitava a sopportare serenamente il trapasso, disse: … non perdete tempo a cotesto, perché a questo mi bastano i filosofi. Io vorre' ire intrepido alla morte, con tanta fede che affogassi il senso. Io sento in me un gran combattimento, che mi dà molestia più che la morte; perché al morire io sono resoluto

Formatosi alla cultura politica soderiniana e allo studio dei Classici ed edotto sulle figure che avevano nella storia affrontato con coraggio la morte, nella notte tra il 22 e 23 di quello stesso febbraio, egli si appellò alla memoria di Bruto: … Deh! Luca, cavatemi della testa Bruto, acciò ch'io faccia questo passo interamente da cristiano!... rivelando il contrasto tra la paura di morire non adeguatamente cristiano e la fede che in un Cristiano avrebbe dovuto rimuovere l’inquietudine, nella prospettiva della vita eterna.

All’invito di Cipriano a credere in quanto … comanda Iesu Cristo e la Santa Madre Ecclesia…, egli oppose … io ho a credere ciò che comanda Cristo… e, quando gli fu ribadito il … e quel che comanda la Chiesa…, l’irriducibile Boscoli con fermezza ripetette … ciò che comanda Iddio… finchè, all’insistenza aggiunta del Frate … e la Chiesa…, egli si arrese: … sta bene; io lo fo… .

In definitiva, Boscoli aveva difficoltà a riconoscere il comando della Chiesa: non a caso, ai due amici Domenico di Cante e Giovanni Covoni, venuti per l’estremo saluto, confermò: … Io ho a creder la fede; io ho avere ferma speranza che Dio mi perdonerà; e la terza è ch'io ho a sopportare questa morte per amor di Cristo, e non d'altri…, ammettendo di aver conservato tutti i suoi dubbi: … alla morte io sono risoluto; ma io vorrei abstrarmi tutto in Dio, e non posso. Io non mi satisfo: i' vorre' ire a questa morte intrepide; io mi vorrei congiunger con l'intelletto a Dio… .

All’atto di affrontare il patibolo, rifiutò il cappuccio dei condannati; salutò Luca e salì con il savonaroliano Cipriano, cui confidò di provare ancora qualche combattimento interiore, mentre recitava un salmo.

Una volta di fronte al boia, gli chiese di aspettare un pò, avendo tutta la notte …sempre desiderato grandissima congiunzione con Dio, e non gli pareva di averla susseguita come voleva

Infine, posizionatosi sul ceppo, ebbe la testa tagliata di netto.

Il corpo fu poi portato nella vicina Badia fiorentina, ove fu sepolto.

La tragica esistenza di Boscoli si inquadra nella significativa cornice delle vicende religiose, sociali e politiche dell’Italia del ‘500 e si colloca in una drammatica fase della Storia europea: la vigilia dello scisma di Lutero.

Luca Della Robbia la raccontò in un testo circolato soprattutto fra i partigiani del Savonarola, fornendo un’idea della politicizzazione della visione religiosa e sollevando la problematica etica della legittimità teologica del tirannicidio, presente anche in Tommaso d’Aquino.

Di Boscoli resta una lettera autografa del 13 agosto 1512, nella quale sottoponeva all’attenzione di Niccolò Machiavelli tal Giovannino della Bella come Cavalleggero.

Così commentò l’esecuzione il soddisfatto Giuliano de’ Medici: … Di poi si è aperta e purgata ben la piaga... Abbiamo fuggito il pericolo e fatto paragone degli amici e della fede e benevolenza della città in forma che ne ho immortale obbligazione…

Bibliografia