Personaggi

Bruce Robert

di Ornella Mariani
Bruce Robert
Bruce Robert

Nato l’11 luglio del 1274 forse nel castello di Turnberry nell’Ayrshire o forse a Lochmaben nel Dumfriesshire o ancora a Writtle in Inghilterra ed asceso al trono quale discendente di Davide I nel 1306, Robert Bruce fu Re dal 1306 al giorno della morte: 7 giugno del 1329.

Primogenito di Robert de Brus VI Conte di Annandale e della Contessa Marjorie di Carrick, era stato istruito con grande cura all’uso del latino, del franco/normanno, del gaelico e dell’inglese e il suo nome apparve per la prima volta nelle cronache scozzesi con quello del padre, del Vescovo di Aegyll, del Vicario di Arran e di diversi Notai di Carrick, su una lista di testimoni di una lettera pubblicata dal Signore di Islay Alasdair Mc Domhnail.

Nel 1292, dopo essersi invano ribellato all’usurpazione della corona da parte di John Balliol, il giovanissimo Robert ed i familiari sostennero le mire espansionistiche di Edoardo I d’Inghilterra sulla Scozia. La impopolare scelta di campo gli valse, a margine di un viaggio in Irlanda nell’aprile del 1294, una tregua sul pagamento dei debiti contratti col Ministero delle Finanze inglesi. In quegli anni sposò Isabella di Mar, della quale restò presto vedovo.

Nel 1296, dopo aver prestato omaggio formale al Plantageneto a Berwick- upon- Tweed, i Bruce revocarono l’impegno pur rinnovato a Carlisle ed aderirono alla rivolta antinglese. Il 7 luglio del 1297, tuttavia, furono costretti a sottoscrivere la Capitolazione di Irvine con la quale gli si garantiva il perdono, in cambio della dichiarazione di lealtà.

Il Primate di Glasgow James Steward e sir Alexander Lindsay garantirono per Robert, che nel frattempo aveva sposato in seconde nozze la Contessa Elizabeth de Burgh; tuttavia egli dovette cedere la figlioletta Marjorie come ostaggio a prova dell’impegno. Dopo la battaglia di Stirling Bridge, però, la sua popolarità si appannò ulteriormente: considerato un traditore dagli Scozzesi, che lo ritenevano incline alle ragioni dell’Inghilterra, egli subì la distruzione delle proprietà di Annandale e di Ayr e, a margine della vittoria degli invasori a Falkirk, l’esproprio dei beni e della Signoria. In successione alla rinuncia di William Wallace, Bruce fu tuttavia investito del ruolo di Guardiano di Scozia assieme all’odiato John Comyn, a sua volta pretendente al trono quale nipote di John Balliol.

Nel 1299, per attenuare la conflittualità fra i due, fu nominato terzo Guardiano il Vescovo di st.Andrew William Lamberton; ma nel 1300, Robert rinunciò al mandato e fu sostituito dal Conte di Angus Gilbert de Umfraville, finché le dimissioni della intera triade portarono alla nomina unica del neutrale Sir John Soules.
Nel luglio di quello stesso anno, Edoardo I guidò la sesta campagna in Scozia ma, pur occupando il palazzo di Turnberry, incapace di piegare la resistenza locale nel gennaio del 1302 fu costretto ad una tregua di nove mesi: fu allora che, a conferma della nota ambiguità, dopo essersi ancora sottomesso agli Inglesi, Robert inoltrò una lettera ai Monaci dell’abbazia di Melrose scusandosi per averli chiamati ad assistere il suo esercito ed impegnandosi a mai più pretendere tanto, se non per l’esercito comune del Regno intero e per la difesa nazionale.
Nel 1303, consapevole dell’inferiorità militare di Comyn, il Plantageneto si inoltrò ad Edimburgo e marciò su Perth: con il Paese ormai quasi interamente aggiogato, tutti i Capi scozzesi tranne William Wallace presentarono la resa nel febbraio del 1304. L’11 giugno successivo Bruce e Lamberton si strinsero segretamente ... nell’amicizia e nell’alleanza contro tutti gli uomini ... : chi dei due lo avesse violato avrebbe risarcito l’altro con diecimila sterline. Ottenuto, intanto, l’omaggio dell’Aristocrazia e del Parlamento locali ed affidato al Conte di Richmond il governo secondario, Edoardo annesse la Scozia. Parallelamente, Wallace veniva catturato a Glasgow: a conclusione di un processo farsa, egli fu giustiziato il 23 agosto del 1305.

Nel successivo settembre, dubitando della sua lealtà e mirando ad accattivarlo con ampie concessioni che prevenissero velleità cospiratorie, il Sovrano inglese affidò a Bruce il castello di Kildrummy ed alcune proprietà secondarie, comunque in grado di irrobustire la sua consistenza patrimoniale e di consolidare i diritti accampati sul trono scozzese: in definitiva, come Conte di Carrick e VII Signore di Annandale, Robert divenne di fatto titolare di un enorme territorio consolidato da una Baronìa e vari beni in Inghilterra. La rivendicazione delle sue pretese, tuttavia, non era confortata da consenso pubblico: l’alterno sostegno ora agli Inglesi, ora agli Scozzesi, avevano suscitato risentita diffidenza sfiducia nei suoi confronti ed avevano ancor più inasprito i rapporti con John Comyn che, risoluto oppositore della Monarchia edoardiana ed influente membro dell’Aristocrazia locale, avanzò titolo alla corona in forza della discendenza celtica e quale nipote di John Balliol.

Per eliminarne la concorrenza, il 10 febbraio del 1306 Robert lo invitò ad una riunione a Dumfries; lo aggredì a tradimento sull’altare maggiore della chiesa del monastero di Greyfriars e fuggì; ma i suoi sodali Roger de Kirkpatrick e John Lindsay, nel dubbio che fosse sopravvissuto, tornarono indietro per finirlo: Bruce e i suoi fiancheggiatori furono scomunicati. Solo nel 1328 essi furono riammessi nella Comunità cristiana da Giovanni XXII.
Nelle more, egli fu incoronato come Roberto I il 25 marzo a Scone, dalla Contessa di Buchan Isabella Mc Duff, versosimilmente sua amante. Non aveva tuttavia un Regno ed il suo impegno per ottenerlo fu vano fin dopo la morte di Edoardo I, dal quale fu sconfitto nel giugno di quell’anno a Methven e nell’agosto a Strathfillan.

Nel gennaio del 1307, le pesanti perdite lo indussero a rifugiare le donne della famiglia a Kildrummy ed a riparare nell’isola irlandese di Rathlin. In sua assenza, gli Inglesi irruppero sul Nord della Scozia: lungo il viaggio il Plantageneto pubblicò un manifesto di bando del ribelle; ne confiscò i territori cedendoli ai propri sostenitori; ne arrestò la moglie Elizabeth e la figlia Marjorie in un santuario a Tain e ne fece giustiziare il fratello Nian.
Il 7 luglio di quell’anno, però, Edoardo si spense e fu il debole figlio omonimo a farsi carico della complessa guerra.

Bruce potette rientrare in Scozia e dividere i seguaci in due gruppi: riservò a sé ed al germano Edward la guida dell’uno, acquartierandolo nel castello di Turnberry, base delle dure azioni di guerriglia contro i nemici nel Sud-Ovest; affidando il comando dell’altro ai fratelli Thomas e Alexander che, insediatisi a Sud nel Loch Ryan, vi furono catturati e giustiziati.
Nell’aprile la fortuna arrise a Robert nella battaglia di Glen Trool: egli amplificò quel successo saldandolo alla vittoria riportata sul Conte di Pembroke Aymer de la Valence a Loudon Hill; poi, affidata ad Edward la regione del Galloway, puntò a Nord ed occupò i castelli di Urquhart e Inverlochy; bruciò quello di Inverness; distrusse quello di Nairn, minacciando invano Elgin; trasferì il quartier generale ad Abeerdenshire e, alla fine dell’anno attaccò Banff.

Ristabilitosi da una breve malattia, mosse verso Ovest e conquistò Balvenie e Duffus; poi tornò indietro, tentando ancora inutilmente la presa di Elgin e combatté nella battaglia di Inverurie del maggio del 1308; successivamente occupò Buchan e annientò la guarnigione inglese ad Aberdeen; infine entrò nell’area di Argyll e sconfisse i nemici a Pass of Brander, ultima piazzaforte di Comyn.
In marzo dell’anno successivo, convocò il suo primo Parlamento a st. Andrews ed entro l’estate acquisì il controllo completo di tutto il Nord del Paese.

Nel 1310 il Clero riconobbe la sua sovranità, malgrado fosse ancora scomunicato; nei tre anni successivi riconquistò Linlithgow, Dumbarton e Perth; condusse incursioni nel Nord dell’Inghilterra e si stanziò a Ramsey, nell’isola di Man, ove il 21 giugno del 1313 prese il castello di Rushen a Castletown, strappando agli Inglesi una postazione fortemente strategica.
Nella primavera dell’anno dopo, il fratello Edward assediò il castello di Stirling, il cui Governatore era Philip de Mowbray. In quello stesso periodo, sir James Douglas occupò Edimburgo: a maggio, Bruce aveva un tale controllo della situazione da potersi fermamente rifiutare di trattare con gli Ingleso, per gli otto anni successivi, così guadagnandosi la reputazione di Padre della indipendenza scozzese.

Bibliografia: