Personaggi

Du Guesclin Bertrand

di Ornella Mariani
Du Guesclin Bertrand
Du Guesclin Bertrand

Bertrand du Guesclin

Nato a Motte de Broons, presso Dinan, verso il 1320 da Robert II, della Nobiltà minore bretone, e morto a Châteauneuf de Randon verso il 1380, Bertrand du Guesclin fu una figura di spicco del XIV secolo francese e si distinse fin da bambino per il fisico tozzo, possente e sgraziato; per la forza fisica smisurata e per l’ostinazione e la brutalità che lo contrapposero violentemete anche al genitore.

A quindici anni, sostituendoglisi in un torneo nel quale aveva rifiutato di battersi, conseguì una vittoria foriera di quella prestigiosa carriera delle armi che gli valse una formidabile reputazione e il ruolo di protagonista in due importanti conflitti: la Guerra di Successione bretone, strettamente connessa alla Guerra dei Cent’Anni, e la Guerra tra i Pietro I ed Enrico di Trastamara per il trono di Castiglia.

Nel 1357 partecipò eroicamente alla difesa di Rennes, assediata dal Duca di Lancastre. Fu in quella occasione che Charles de Blois lo nominò Capitano di Pontorson e della piazzaforte di Le Mont Saint Michel, ove resistette valorosamente agli Inglesi.

Nel 1360 fu Luogotenente di Normandia, d’Anjou e del Maine.

Nel 1364 divenne Capitano Generale e Ciambellano di Francia: in questa veste, in aprile, conseguì il successo della Battaglia di Cocherel ricevendosi il compenso del Ducato della normanna Longueville.

Si era affermato partecipando, non ancora trentenne, alla missione spagnola che gli valse fama e gloria e poi spiccando di valore nella Guerra delle due Giovanne¹  ove, preso partito per Carlo di Blois, rivelò abilità, talento, carisma e carattere, com’è dimostrato da tali due circostanze: nel 1350, per espugnare un castello occupato dagli Inglesi, aveva fatto vestire da boscaioli una sessantina di Soldati e li aveva guidati verso le mura varcandole con loro, indisturbato e uccidendo il Capo del presidio. Nel 1354, poi, aveva teso un agguato ancora ai nemici d’oltreManica sotto il palazzo di Montmuran: presi trenta abili Arcieri, si era appostato tra il fogliame fitto, su alture impervie, e aveva liquidato rapidamente i tiratori nemici traendo prigionieri tutti i Fanti e gli sbigottiti Cavalieri della truppa in movimento.

Non fu un caso, dunque, chela Coronapagasse due volte il riscatto per averlo libero e per insignirlo di prestigiosi titoli.

La Battaglia di Cocherel

16 maggio del 1364.

La miccia della guerra fu accesa da Carlo II di Navarra, pretendente la reggenza della Francia e il Ducato di Borgogna già concesso a Filippo l’Ardito.

Nella querelle spiccò la figura di Bertrand Du Guesclin, paladino della Corona.

Guadato l’Eure, il Re di Navarra con i Nobili Jean de Grailly e Jean Jouel e un gruppo di Arcieri si acquartierò su una collina vicino a Cocherel in attesa dei Francesi che, a loro volta, cercavano un terreno favorevole per lo scontro.

Anche Bertrand scelse la pianura e, con forze equivalenti, si schierò.

Dalla parte navarrese, Jean de Grailly disponeva di seimila tra Normanni, Guasconi ed Inglesi. La formazione disponeva di tre battaglioni: il primo, comandato da Carlo e posto al centro; il secondo, affidato a Jean Jouel; il terzo, guidato da Jean de Soult. Alle loro spalle campeggiavano, ben difese, le insegne delle rispettive casate.

In campo francese la situazione era pressocché analoga: seimila uomi erano ripartiti in tre reparti che comprendevano Cavalieri di Borgogna con Jean de Vienne; Bretoni, Piccardi e Lancieri guasconi e Soldati dell’Ile-de-France.

L’avanguardia era capeggiata da Bertrand; la seconda linea da Jean III di Châlon; la retrovia da Baudouin de Lens, Capo anche della Fanteria; la riserva da Arnaud de Cervole. Mentre costui si allontanava dal Quartier Generale per trattare con Jean de Grailly il passaggio nelle fila nemiche, Du Guesclin organizzò una finta ritirata oltre il fiume.

Esaltato dalla viltà dei nemici e dalla facilità dello scontro col solo Baudouin de Lens, Jean Jouel scese al galoppo sulla piana e Jean de Grailly, capita in ritardo la trappola, fu costretto a proteggerlo dall’imboscata. Le conseguenze della sconsiderata valutazioni furono, tuttavia, prevedibili: il resto della truppa, ovvero Fanteria e Cavalleria, agì non in ausiliarietà agli Arcieri ma come punta, mettendo a soqquadro le strategie già progettate.

Bernard in falsa fuga fece girare i suoi con manovra a sorpresa e il nemico fu costretto ad ingaggiare il corpo a corpo.

Nel massacro, Jouel restò in campo.

Mentre De Grailly valutava la situazione, il Generale francese ordinò a trenta Guasconi di recuperare le insegne nemiche: il Comandante inglese fu catturato e la rotta di Carlo II fu totale.

Nella scomposta fuga degli Alleati, Baudouin de Lens cadde ed il cavallo lo uccise schiacciandolo col suo peso.

Bertrand ordinò di giustiziare chiunque ancora vivo, risparmiando i soli fuggitivi.

L’esito della battaglia placò la guerra civile scatenata dal Sovrano Navarrese.

Carlo V era stato impedito dal parteciparvi, per una vistosa infermità al braccio destro: fidato, valoroso e leale, il Du Guesclin, Signore di La Roche- Derrien, lo aveva degnamente sostituito; ma era già imminente un altro fronte di guerra: la Guerra di Successione Bretone.

La Battaglia di Auray

29 settembre del 1364.

Cominciato con un assedio, fu uno scontro decisivo per la successione bretone.

Il Duca Giovanni di Montfort, sostenendo gli Inglesi comandati da Sir Jhon Chandos, sconfise l’avversario Carlo di Blois, appoggiato dai Francesi.

Era cominciata all’inizio di quell’anno.

Dopo il fallimento dei negoziati di Évran, Montfort e Chandos avevano posto sotto assedio Auray e si apprestavano ad attaccarla, per sottrarla al controllo franco/ bretone cui era sottoposta fin dal 1342.

Presi per fame, gli abitanti si erano dati una scadenza: si sarebbero arresi se gli aiuti non fossero arrivati entro il 29 settembre.

Il 27 settembre, Carlo di Blois era nell’abbazia di Lanvaux mentre il suo sodale Bertrand du Guesclin, Comandante della Prima Linea francese, si trovava a Brandivy.

Nel giorno successivo si incontrarono sulla riva sinistra del fiume: per evitare di cadere nella loro trappola, Montfort si allontanò da Auray e si posizionò sulla sponda destra, di fronte alla linea avversaria.

Il 29, l’inutilità delle trattative indusse il Blois ad ordinare l'attacco: le sue truppe guadarono il Loch e si schierarono con fronte a Sud.

L’ala sinistra era guidata dal Conte di Auxerre; quella destra dal Du Guesclin e la formazione di centro dallo stesso Carlo, le cui divisioni contavano circa mille uomini l’una, a parte una modesta riserva.

Montfort si allineò con fronte a Nord: la sua compagine esponeva a destra Olivier V de Clisson, a sinistra Robert Knolles e nel centro Chandos, mentre una imponente  riserva era controllata da Hugh Calveley.

Insignificanti scaramucce tra Balestrieri francesi e Arcieri inglesi aprirono uno conflitto assai cruento, nel quale ciascuna delle parti tendeva a por fine alla guerra con un risultato certo e definitivo, fino a vicendevolmente non risparmiare neanche i prigionieri.

Le riserve anglo/bretoni resistettero, mentre l'ala destra francese arretrò in quanto priva di adeguati rincalzi ed infine collassò al centro parallelamente al cedimento anche dell’ala sinistra: il Conte di Auxerre fu catturato e Carlo di Blois batté in ritirata, prima di essere ucciso da un Soldato nemico.

Per quanto strenuamente si battesse, Du Guesclin fu costretto ad arrendersi a Chandos con tutto lo schieramento.

La fine dello scontro fu sancita dal Trattato di Guérande del 1365: il titolo di Duca di Bretagna fu riconosciuto a Montfort che rese omaggio a Carlo V.

Nello stesso anno, su richiesta della Corona, Bertrand travolse grandi Compagnie in Spagna e pretese pedaggio dal Papa soggiornante in Avignone.

Irriducibile, nel 1367 era già pronto a dar battaglia a Nàjera.

La Battaglia di Nàjera

3 aprile del 1367.

A Nàjera si combatté la Prima Guerra Civile Castigliana che insanguinò per tre lustri la Penisola iberica e che pose in campo Inglesi e Francesi, collocandosi nell’àmbito della Guerra dei Cent’Anni.

Nel 1366 Enrico di Trastamara, alleato di Carlo V, guidò la ribellione al fratellastro Pietro il Crudele, Re di Castiglia e Leòn, ed invase la regione a partire da Toledo.

L’occupazione risparmiò solo Siviglia ela Galizia, ma egli si fece proclamare Sovrano a Calahorra, mentre Pietro riparava in Portogallo e chiedeva aiuto agli Inglesi: truppe del temuto Edoardo di Woodstock, Principe di Galles, intervennero da Bordeaux, supportate dal Re di Navarra Carlo II.

Bertrand du Guesclin guidò la compagine francese e fece suoi gli interessi del Trastamara: esperienza, fama e talento gli consentirono di sfidare il Principe Nero, del quale gli erano ben note le strategie. Egli consigliò al riottoso sodale d’incalzare l'avversario con azioni di guerriglia; ma costui, preferendo conseguire la vittoria in campo aperto, il 3 aprile del 1367,  affrontò in battaglia gli Inglesi.

Essi avevano schierato in prima linea seimila uomini comandati dal Duca di Lancaster Giovanni di Gand e folti reparti dell’esule Re di Maiorca Giacomo il Pretendente; una legione guidata da Pietro I ed Edoardo del Galles in seconda linea e contingenti del Conte di Armagnac in terza.

Sul fronte opposto, l’avanguardia era comandata da Bertrand: Enrico di Trastámara era in seconda posizione mentre in retroguardia sfilavano ventimila Fanti spagnoli.

Il Principe di Galles ordinò di smontare da cavallo e combattere a piedi: Du Guesclin avanzò contro Giovanni di Gand, mentre gli Arcieri britannici colpivanola Fanteriaspagnola che prese a vacillare e ad arretrare.

L'esercito franco/castigliano fu sconfitto: Bertrand, i cui duemila Soldati furono annientati, malgrado avesse creato seri problemi di movimento al fronte avversario, fu circondato e catturato mentre Enrico riparava in Francia.

Pietro I il Crudele soverchiò, in definitiva, i ribelli e alla fine del 1367 ebbe di nuovo il saldo controllo del Regno mentre Edoardo di Woodstock, consapevole di essere ammalato, tornava in Inghilterra.

La circostanza consentì al Trastamara, all’inizio del 1368, di tornare nella regione grazie al supporto del Du Guesclin, liberato previo pagamento di esoso riscatto da parte della Corona francese: attraverso l’Aragona i suoi uomini occuparono tutta la fascia orientale del Regno conteso e conquistarono Léon il 15 gennaio.

Tali e tante attività militari indussero, nel 1370, Carlo V ad investire il fedele Generale bretone della carica di Connestabile di Francia.

In cambio avrebbe dovuto espellere gli Inglesi.

Soffiavano ancora venti di guerra.

La Battaglia di Montiel

14 marzo del 1369

Fu lo scontro finale della Prima Guerra Civile Castigliana: vi combatté il Re Pietro di Castiglia e Leòn, con gli Alleati inglesi e portoghesi contro il fratellastro Enrico di Trastamara ed i suoi sostenitori francesi.

Dopo la conquista di Burgos, nel monastero di Santa Mariala Realde las Huelgas, il Conte si era proclamato Sovrano; a maggio era entrato in Toledo; a giugno aveva occupato Siviglia.

Gli Inglesi erano intervenuti in favore dell’Usurpato, muovendo da Bordeaux: i ribelli erano stati piegati il 3 aprile del 1367 nel campo di Nàjera dal consolidato talento di Edoardo di Galles che, dopo essersi contrapposto al temuto avversario Bertrand du Guesclin, lo aveva catturato.

La Coronaaveva pagato il suo riscatto mentre, verso la fine dell’anno, Pietro aveva recuperato il Regno e gli Inglesi avevano lasciatola Castiglia.

La partita, tuttavia, era tutt’altro che chiusa.

All'inizio del 1368, Bertrand aveva ancora sostenuto la causa di Enrico e, traversata l’Aragona al cui trono era alleato, aveva occupato la parte orientale della Castiglia e Leòn il 15 gennaio.

Per tutto l’anno, la situazione era restata statica ma, al principio del successivo, Pietro aveva ricevuto i rincalzi musulmani dai Merinidi e dal Regno di Granada.

Con i suoi partigiani anche Ebrei e con il favore dei Portoghesi, lasciò l'Andalusia deciso a liberare Toledo dall’assedio del germano.

Il regolamento dei conti avvenne a Montiel il 14 marzo.

Applicata la tattica di Bertrand, Trastamara lanciò l'offensiva finale ed annientò i reparti lealisti costringendo il fratellastro alla fuga.

Proprio costui, per poter abbandonare il castello di quella località, nella notte tra il 22 e il 23 marzo chiese la complicità del Du Guesclin che simulò di collaborare guidandolo, invece, in una tenda in cui si trovava Enrico.

I due germani si avventarono l’uno sull’altro e, quando quest’ultimo sembrò sopraffatto, Bertrand intervenne in suo aiuto.

Pietro fu assassinato.

La tiara era del Trastamara.

La gloria tutta di Bertrand Du Guesclin che, consegnato alla storia come irriducibile combattente, in contrasto con la tradizione d’attacco della Cavalleria francese,  preferì conquistare metodicamente intere Province assediando castello dopo castello. Così, fiancheggiato dal cugino Oliver de Mauny, aveva primeggiato, nel 1373, con spiccata lealtà alla Corona, anche nella campagna controla Bretagna, benchè bretone egli stesso.

I successi conseguiti in campo gli procurarono ricchezze, titoli e feudi: dal ruolo di Duca della spagnola Molina a quello di Connestabile di Francia.

Temuto ed ammirato, si spense di dissenteria nel corso dell’assedio di Châteauneuf de Randon e, alla notizia della sua morte, gli assediati deposero rispettosamente le chiavi del castello sulle sue spoglie.

Gli fu concesso, senza che vi fossero precedenti nella Storia di Francia, il privilegio e l’onore di essere sepolto nell'Abbazia di Saint Denis, accanto al suo Carlo V di Valois.

Note:

Guerra delle due Giovanna

Nel 1341 Charles de Blois e Jean de Montfort combatterono per la successione al Ducato bretone. Essi eraano rispettivamente appoggiati dai Re di Francia e di Inghilterra ed il conflitto assunse quel nome per la partecipazione delle mogli dei due pretedenti: Jeanne de Penthièvre detta La Zoppa e Jeanne de Montfort detta La Fiamma. L’esito del conflitto fu determinato nel 1364  dalla battaglia di Auray, il Blois morì in cui Carlo di Blois morì: il Trattato di Guérande del 1365 assegnò la Bretagna ai Montfort. La querelle era esplosa nel 1341, a seguito del decesso del Duca Giovanni III. L’eredità chimò in causa Jean de Montfort e Jeanne de Penthièvre, il cui coniuge Charles de Blois era nipote del Sovrano di Francia. Il Montfort, allora, chiese aiuto agli Inglesi be felici di spostare in Bretagna la Guerra dei Cent’Anni condizionata dalla tregua imposta dal Papa. La morte di Montfort e la cattura di Blois fecero delle loro mogli, le protagoniste di questa guerra. Nel 1364 il giovane figlio del Montfort, anche lui di nome Jean, batté ed uccise il Blois ad Auray /An Alre e il Trattato di Guérande /Gwenrann sancì il passaggio della tiara ducale a costui ed ai suoi discendenti maschi. In assenza, essa sarenbbe stata trasmessa ai Penthièvre. Naturalmente la clausola produsse una lunga serie di contestazioni da parte dei Francesi.

Bibliografia