Personaggi

Filippo di Hohenstaufen

di Ornella Mariani
Filippo di Hohenstaufen
Filippo di Hohenstaufen

Nato quartogenito di Federico I e di Beatrice di Borgogna ne1 1176 e Vescovo di Wirzburg, Filippo di Hohenstaufen abbandonò la carriera ecclesiastica e nel 1195 ereditò, alla morte del padre e del fratello maggiore Federico, i beni matildini di Toscana. Deceduto, poi, anche il germano Corrado, nel 1196 assunse il possesso ed il governo della Svevia e, nel corso dell'anno successivo, sposò la principessa Irene, figlia del Basileus Isacco della dinastia degli Angeli.

Nel 1197, su incarico di Enrico VI, venne in Italia per scortare il piccolo Federico II, fin dalla nascita affidato alle cure dei nobili Urslingen. Il bambino, che secondo prassi l'Imperatore aveva già associato al trono, sarebbe stato consacrato Re di Germania così ratificando il pronunciamento già espresso a Francoforte dai Principi Elettori. A Radicofani, invece, Filippo apprese della morte improvvisa e misteriosa del fratello Imperatore e, divampando in tutta Italia rivolte e disordini antitedeschi, contro l'impegno alla tutela del nipote rientrò rapidamente in Germania ove era esploso il contagio insurrezionale per la successione: impossibilitato a presentare l'erede legittimo al Grande Elettorato tedesco, egli candidò se stesso a Re dei Romani, in nome dell'inalienabile diritto di successione familiare e contrapponendosi all' irriducibile Ottone di Brunswick, figlio di Enrico il Leone ed acerrimo nemico degli Hohenstaufen.

Il disinteresse ed il risentimento manifestato verso le questioni tedesche dalla Regina Costanza che, lungi dal ritenersi Imperatrice vedova e reggente a tutela degli interessi del figlio, mirò a circoscriverne l'eredità al solo governo siciliano, e l'esigenza politica di dotare la Germania di un Sovrano concorsero a favorire l'insediamento di Filippo, incoronato a Magonza nel 1198. Parallelamente, però, armatisi e riunitisi a Colonia, i Guelfi vi elessero Ottone come contraltare, dando vita ad una terribile serie di tensioni che coinvolsero Francia e Inghilterra: la prima, attraverso Filippo Augusto II, in difesa dei diritti del figlio del Barbarossa; la seconda, attraverso Riccardo cuor di Leone, a sostegno delle ragioni del Brunswick cui la casa inglese era legata anche da motivi di stretta parentela. Nella contesa, dopo un primo atteggiamento di neutralità, intervenne Papa Innocenzo III che, l'8 giugno del 1201 a Neuss, concluse col Guelfo un concordato favorevole alle rivendicazioni della Chiesa legittimandone l'elezione nel successivo tre luglio, con la divina autorità trasmessagli da S. Pietro.

Nel 1203, nella Germania governata da due Sovrani in conflitto, ad inasprire il clima di instabilità politica, Ottokar di Boemia ed il Landgravio Ermanno di Turingia si mossero in armi contro i partigiani degli Staufen. Ma il Primate di Roma, investito come si sentiva del ruolo d'Imperatore indiscusso della Cristianità, onde rafforzare la politica di intese con la Francia, mutò orientamento e ritenne che un matrimonio potesse risolvere il nodo della duplice elezione: destinò, dunque, in sposa ad un suo omonimo nipote, Beatrice, la figlia di Filippo di Svevia, così ritenendo di tenere sotto controllo i ghibellini tedeschi e, sorvegliando il giovane Federico II, di prevenire la temuta unione della corona di Germania e di Sicilia.

Il trionfo di Filippo fu solennizzato con la incoronazione del 1205. Si trattò, però, di una tregua di breve durata, per lo spostamento di ulteriori ed importanti adesioni in direzione del partito guelfo: l'elettore del Palatinato Enrico V, fratello di Ottone e marito di Agnese di Staufen; il turingo Ermanno; Ottokar di Boemia; il Duca Enrico di Brabante e l'Arcivescovo Adolfo di Colonia, confortati dai vescovi di Paderborn, Strasburgo e Liegi, disapprovarono l'iniziativa del Papa accusandolo di aver fornito un inammissibile sostegno alla causa ghibellina degli Hohenstaufen. Fu la battaglia di Wassenberg del 27 agosto del 1206, a ripianare i contrasti: la vittoria sveva portò alla definitiva capitolazione dei guelfi ed alla liberazione di Colonia. La Germania sembrava avviarsi ad un clima di pace quando un evento imprevedibile e drammatico ne scosse le fondamenta: Filippo venne assassinato a Bamberga da Ottone di Wittelsbach, che quella stessa sposa aveva avuto promessa per il proprio figlio.

Si trattò del primo regicidio della storia tedesca. E ne fu consideratomandante e regista Ottone di Brunswick che sposò la stessa Beatrice, la cui morte per avvelenamento poco dopo le nozze, avvalorò la tesi di un ramificato complotto politico nel quale il Wittelsbach si era pretestuosamente prestato solo come esecutore. Alla amara conclusione della vicenda politica ed umana di Filippo di Svevia dette ristoro il nipote Federico II che, dopo aver battuto l'usurpatore, deposto ed anatemizzato, recuperò l'eredità paterna e con essa, la leggendaria autorevolezza degli Svevi.

Bibliografia: