Personaggi

Giovanni da Procida

di Ornella Mariani
Giovanni da Procida
Giovanni da Procida

Storia e leggenda incorniciano la ricostruzione della vita di Giovanni da Procida, nato fra il 1210 ed il 1220 a Salerno e morto a Roma verso il 1298 e per tutta la vita portatore di una irriducibile fede ghibellina. Signore dell'isola di Procida; Magister e medico di Federico II; testimone dell'agonia dell' Imperatore, egli si votò poi alla causa di Manfredi accompagnandolo a Palermo nel 1262; sostenendolo nelle alterne vicende politiche del regno; difendendone la successione, come pretende Salimbene de Adam, attraverso quella velenosa pozione fatale a Corrado IV; battendosi, dopo la tragica ed imprevedibile fine del figlio di Bianca Lancia nella piana di Benevento, anche per Corradino di Svevia:

... Un giovinetto
Pallido e bello, con la chioma d'oro,
Con la pupilla del color del mare,
Con un viso gentil da sventurato,
Toccò la sponda dopo il lungo e mesto
Remigar de la fuga. Avea la sveva
Stella d'argento sul cimiero azzurro,
Avea l'aquila sveva in sul mantello;
E quantunque affidar non lo dovesse,
Corradino di Svevia era il suo nome.
Il nipote a' superbi imperatori
Perseguito venìa limosinando
Una sola di sonno ora quieta.
... La più bella città de le marine
Vide fremendo fluttuare un velo
Funereo su la piazza:e una bipenne
Calar sul ceppo, ove posava un capo
Con la pupilla del color del mare,
Pallido, altero, e con la chioma d'oro.
E vide un guanto trasvolar dal palco
Sulla livida folla; e non fu scorto
Chi ‘l raccogliesse. Ma nel dì segnato
Che da le torri sicule tonaro
Come Arcangeli i Vespri; ei fu veduto
Allor quel guanto, quasi mano viva,
Ghermir la fune che sonò l'appello
Dei beffardi Angioini innanzi a Dio.
Come dilegua una cadente stella,
Mutò zona lo svevo astro e disparve...

(Aleardo Aleardi)

Davvero Giovanni era nascosto fra la folla napoletana che sbigottita assistette alla decapitazione del quindicenne ultimo erede della gloriosa casata Hohenstaufen? E quel guanto che, prima di porre la testa sui ceppi, il giovane in gesto di sfida si sfilò e gettò fra la gente, sollecitando un impegno a proseguire la lotta contro l'usurpatore francese, davvero fu raccolto dal medico procidano?

Certo, egli sembrò non darsi pace poiché vagò per anni negli ambienti del ghibellinismo italiano, mantenendo attive le fila della resistenza antiangioina e coltivando il sogno di un ritorno ai fasti staufici.

Per la storia: Giovanni da Procida organizzò la rivolta di Palermo, preparandola in ogni dettaglio e nel 1281 recandosi anche a Costantinopoli, per sollecitare l'intervento dell' Imperatore Michele Paleologo in favore dell'Infante Pedro d'Aragona.

Per la storia: Giovanni concluse la sua esistenza alla corte del Sovrano spagnolo che aveva sposato Costanza, figlia di Manfredi; ultima rappresentante ed ultima speranza degli irriducibili nostalgici svevi.

Per la leggenda: da Napoli partì quella giovane donna affrontata, nel giorno dei Vespri, dal soldato francese Drouet che, inconsapevolmente, fece scoccare la scintilla degenerata nella sanguinosa rivolta.

Per la leggenda: quella donna era Imelda, la figlia di Giovanni da Procida, prestata ad un incidente mirato ad infiammare gli animi e a liberare definitivamente il Mezzogiorno dalla barbara presenza francese.

Bibliografia: