Personaggi

Giovanni senza Terre

di Ornella Mariani
Giovanni senza Terre.
Giovanni senza Terre.

Giovanni senza Terre

Il Plantageneto John Lackland o Johan sanz Terre nacque ad Oxford il 24 dicembre del 1166, quinto ed ultimo dei cinque figli maschi di Enrico II ed Eleonora d’Aquitania.

Nel1173 aMontferrand, per garantirsi il controllo dei passi alpini e la successione della cruciale regione, in cambio dei castelli di Chinon e Loudun e Miarabeau pur già assegnati al figlio Goffredo, il padre gli combinò le nozze con la tredicenne Alice, figlia di Umberto III di Savoia; ma la decisione fu contestata dal secondogenito Enrico il Giovane che, assieme ai fratelli, insorse animando la Rivolta del 1173/1174.

A seguito della ribellione, con l’accusa di averli sostenuti, la loro madre fu arrestata e rinchiusa prima a Rouen per un anno e poi per i tre lustri successivi fra Winchester e Sarum.

Nel 1185 Enrico II decise di conquistare l’Irlanda e, dopo avergli conferito il titolo di Signore dell’isola, affidò proprio al prediletto Giovanni la guida della campagna militare conclusasi con un clamoroso fallimento.

Nel 1188, il Sovrano decise di donare ancora a questo figlio l'Aquitania; ma Riccardo, che già la governava, si oppose e sodalizzò con Filippo II Augusto di Francia, ricorrendo alle armi quando gli fu chiaro che il padre avrebbe conferito la tiara al germano.

Il 4 luglio del 1189, sconfitto a Ballans, Enrico II fu costretto a rinunciare ai propri propositi e ad indicare alla successione il ribelle che si insediò, per effetto della sua morte, soli due giorni più tardi assumendo anche il controllo del Ducato di Normandia e delle Contee del Maine e dell’Anjou e, dovendo partire crociato ma temendo di essere usurpato, donò a Giovanni le Baronie di Gloucester e di Lancaster e le Contee di Mortain, Cornovaglia, Derby, Devon, Dorset, Nottingham e Somerset, in cambio dell’impegno ad allontanarsi dal Regno per i successivi tre anni.

Eletto al ruolo di Cancelliere di Corte Guglielmo di Longchamp, cui affidò il Governo, e designati Giustizieri Ugo Puiset e William Mandevillee, partì per la Terra Santa.

Presto, però, in dispregio dei patti e grazie all’intercessione della madre Eleonora d’Aquitania, Giovanni tornò in Inghilterra e si pose alla testa della fazione aristocratica, entrando in contrasto col Longchamp, destituito all'inizio del 1192. Poi, dopo la cattura di Riccardo da parte di Leopoldo d’Austria, su incarico dell’Imperatore Enrico VI, nella primavera del 1193 tentò di occupare il trono asserendo che Riccardo era deceduto. Tuttavia, quando il Primate di Salisbury Hubert Walter lo sconfessò, i rapporti con le Baronie si incrinarono ed egli fu costretto a fuggire in Francia ancor prima del rientro in patria del legittimo Re che lo diseredò; gli confiscò i beni acquisendoli alla Corona e designò proprio erede Arturo di Bretagna, figlio del fratello Goffredo.

Il 6 aprile del 1199, quando Riccardo prematuramente si spense, in dispregio di ogni pur ratificata indicazione, Giovanni assunse la corona inglese e i titoli di Duca di Normandia, di Aquitania e Guascogna e di Conte del Maine; si fece incoronare nel giorno di Pentecoste dello stesso anno; confermò l’incarico di Cancelliere ad Hubert Walter e di Gran Giustiziere a Goffredo Fitz Peter e appoggiò le rivendicazioni imperiali del nipote Ottone di Brunswick.

Nel frattempo, se l'Inghilterra e la Normandia si erano pronunciate a suo favore, galvanizzate dalla vecchia Regina Eleonora l'Aquitania, il Maine, l'Angiò e la Turenna si schierarono in favore dei diritti di Arturo di Bretagna.

Filippo II Augusto, che per effetto del Trattato di Le Goulet aveva ottenuto da Giovanni il Vexin e Gisors, prese sotto protezione il Duca defraudato; se ne fece garante per la Bretagna e l'Angiò e concesse a Giovanni tutti gli altri feudi, a patto che si riconoscesse Vassallo di Francia.

Nel 1202, però, le relazioni con Parigi si incrinarono ed il Capetingio, dichiarandolo vassallo ribelle, gli revocò i beni. Parallelamente Arturo fu catturato, deportato prima a Falaise e poi a Rouen e, infine, assassinato.

Era il 3 aprile del 1203: i Bretoni insorsero assieme alle Baronie del Maine, dell'Angiò e della Turenna e Filippo II intervenne avocando a sé il controllo delle tre Contee.

Nel 1204, persa anche la Normandia, Giovanni sbarcò a La Rochelle per affrontare il Re di Francia.

Il 7 giugno del 1206, occupata la guascone Montauban, si diresse verso il Poitou convenendo una tregua col rivale. Contemporaneamente concesse una serie di privilegi agli Ebrei già perseguitati da Riccardo; ma, in cambio del consenso all’insediamento in aree loro riservate sotto la protezione dei Castellani reali, pretese una tassa di sessantaseimila marchi.

Il 13 luglio di quell’anno, Lord Cancelliere e Primate di Canterbury, Hubert Walter si spense.

Al suo posto furono designati il sottoPriore Reginald di Canterbury, sostenuto dall’alto Clero, e John de Gray, sgradito ad Innocenzo III che ne annullò l'elezione.

Giovanni, allora, si impegnò ad accettare la indicazione di una Commissione di sedici Elettori accreditati dalla Chiesa: il Papa orientò la scelta in favore di Stephen Langton e, poiché il Re la opponesse, nel giugno del 1207 lo consacrò preparandosi, segretamente, a colpire d’interdetto l’Inghilterra.

I rapporti fra le Cancellerie si tesero: il Re non volle ricevere il Primate e, nel gennaio del 1208 aprì trattative col Vescovo di Londra, già depositario del provvedimento ecclesiale.

In marzo, falliti i negoziati, il provvedimento papale fu ufficializzato e il Clero favorevole a Langton lasciò l’Inghilterra.

La Corona confiscò tutti i beni ecclesiali, sottoponendoli all’amministrazione degli Sceriffi; chiuse le chiese e i cimiteri; considerò fuori legge tutto il Clero residuo.

Nel 1209 l’anatema si abbatté su Giovanni: tutti i Vescovi che gli erano restati solidali, gli voltarono le spalle e fu merito del Legato Pandolfo Masca riaprire le trattative col Papato e conseguire nel 1213 un risultato positivo prodotto dall’allarme suscitato dall’alleanza di Filippo Augusto II ed Innocenzo III, decisi ad invadere insieme l'Inghilterra.

In definitiva, fra un oneroso conflitto e la sottomissione al Papa, Giovanni non ebbe dubbi!

Le relazioni con Guglielmo I di Scozia, intanto, erano state buone fin dal 1200 quando, a Lincoln, il Plantageneto ne aveva ricevuto l’omaggio così prevenendo, nel 2009 e dopo la scomunica, una irruzione armata degli Scozzesi reclamanti il possesso delle tre Contee inglesi settentrionali.

I venti di guerra furono placati da un accordo: Giovanni abbandonò la piazzaforte di confine di Tweedmouth in cambio di tredicimila marchi e della consegna, quali ostaggi, delle due sorelle del rivale e del di lui figlio Alessandro.

L’intesa fu poi rinnovata nel 1212, alle stesse condizioni, mentre un esercito inglese si accingeva ad attaccare il Re Llyvelyn di Snowdonia: anche questa spedizione fu però bloccata da una risicata intesa.

Ma proprio nel 1213, stretta un’alleanza con l’Imperatore Otto von Brunswick, Giovanni progettò di recuperare i possedimenti inglesi in terra francese.

Convenne, pertanto, patti con Nobiltà del Nord francese, dei Paesi Bassi e del Poitou e con Raimondo VI di Tolosa mentre il rivale allestiva la campagna d’invasione dell’Inghilterra.

I Francesi, tuttavia, furono annientati nel porto fiammingo di Damme.

Nel luglio del 1214, duranta l’avanzata lungo la Loira, la coalizione anglo/tedesca fu pesantemente battuta a Bouvines: la delegittimazione del Brunswick e la consacrazione imperiale di Federico II fecero da sfondo alla umiliazione del Sovrano d’oltreManica che, in ottobre, isolato e sconfitto tornò in Inghilterra.

Stimolate dal Primate Langton, a rilancio di uno Statuto emesso da Enrico I nel 1100, le Baronie gli imposero la ratifica di un documento che sanciva e ampliava i loro diritti: la rivolta fu sedata il 15 giugno del1215 aRunnymede.

Giovanni vi fu costretto a concedere la Magna Charta Libertatum, redatta in latino; convalidante i privilegi del Clero e dei Feudatari e constante di una sorta di riconoscimento di reciprocità dei Diritti, con evidente ridimensionamento dell’assolutismo del Trono.

Innocenzo III la annullò con una Bolla e il Sovrano entrò in guerra con i Baroni che, occupata Londra, offrirono la corona a Luigi di Francia, figlio di Filippo II Augusto.

Egli fu proclamato Re a margine dell’invasione dell’Inghilterra del maggio del 1216 e, incoronato nella cattedrale di st Paul, ottenne l’omaggio dell’Aristocrazia e di Alessandro II di Scozia.

Giovanni morì a Newark di dissenteria, il 19 ottobre del 1216 nel pieno del conflitto.

Gli successe il figlio minorenne Enrico III, sotto la tutela di William Marshall che, col trattato di Lambeth del 1217, sottoscritto anche da Luigi VIII, pose fine alla prima guerra baronale e segnò la rinuncia definitiva dei Francesi al trono inglese.

Astuto, sanguinario, cinico e ambizioso, Giovanni senza Terre fu del tutto incapace di lealtà e, seppure dotato di competenza giuridica, non seppe guadagnare la fiducia dei Sudditi né delle Sovranità europee, costituendo un grave danno per l’Inghilterra.

Ebbe una vita privata turbolenta quanto quella materna: nel 1189 sposò Isabella di Glouchester, figlia ed erede del Conte Guglielmo Fitz Robert. Il vincolo, non rafforzato da prole, fu annullato per consanguineità.

Il 24 agosto del 1200, passò a nuove nozze con Isabella d’Angoulême, dalla quale ebbe cinque figli: Enrico III, Riccardo di Cornovaglia, Giovanna, Isabella ed Eleonora.

A costoro si aggiunse varia prole illegittima: da una certa Clemence nacque Giovanna del Galles; dalla cugina Adela, Riccardo Fitz Roy; da una tale Hawise, Oliver FitzRoy; da altre sconosciute, Geoffrey FitzRoy, John FitzRoy, Henry FitzRoy, Osbert Gifford, Eudes FitzRoy, Bartholomew FitzRoy, Maud FitzRoy, Isabel FitzRoy, Philip FitzRoy.

Bibliografia