Personaggi

Harald Hardråde

di Ornella Mariani
Harald Hardråde.
Harald Hardråde.

Harald Hardråde

Nacque verso il1015 aRingerike, figlio di Åsta Gudbrandsdatter e del ricchissimo Sigurd Syr e fu fratellastro di Olav II, nato dalle prime nozze della madre con Harald Grenske, discendente di Harald I di Norvegia.

La sua vita e la sua attività politica sono raccontate nell’Heimskringla, con particolare riferimento agli anni fra il 1047 ed il 1066, nei quali fu Re di Norvegia. Aveva già combattuto, appena quindicenne, nella Battaglia di Stiklestad contro il germano e contro Knud I d’Inghilterra, accampando pretese sul trono: lo scontro era avvenuto il 29 luglio del1030 a Stiklestad. Olav cadde in campo ed Harald riuscì a fuggire col favore di Rögnvald Brusason, prima di raggiungere, nel 1031, Staraja Ladoga,  nella Rus' di Kiev ove si offrì al soldo del Principe Jaroslav I, della cui consorte Ingegerd Olofsdotter era parente.

Nei tre lustri di esilio, battendosi come Mercenario, conseguì il grado di Capitano per la partecipazione alle campagne antipolacche del 1031 e ad attività belliche contro i Ciudi, i Peceneghi ed altri gruppi nomadi delle steppe.

Nel 1034, alla testa di circa cinquecento uomini raggiunse Costantinopoli ove gli fu conferito il grado di Comandante della Guardia Variaga: con quel ruolo, difese l’Impero nel Mediterraneo, in Asia Minore, in Bulgaria prima di essere coinvolto in contrapposizioni dinastiche.

Nel 1035 i Bizantini respinsero gli Arabi dall'Asia Minore: Harald li contrastò nell’Est fino all’Eufrate e, stando alle annotazioni del suo Scaldo Þjóðólfr Arnórsson, conquistò almeno otto fortezze. Si vuole poi che si spingesse a Gerusalemme e che, negli anni di regno di Michele IV il Paflagone, partecipasse anche alla stesura del trattato di pace da costui convenuto col Califfo fatimida Al Mustandir Bi- llåh, imponendo fra le clausole il consenso alla restaurazione della Basilica del Santo Sepolcro.

Certamente, in seguito, Harald condusse una spedizione in Sicilia, nel tentativo di recuperarla all’Impero e sottrarla al  dominio saraceno dell’Emirato isolano.

In quella azione, fu fiancheggiato da Guglielmo d’Altavilla detto Braccio di Ferro.

Nel 1041 la campagna cessò, ma una rivolta lombarda infiammò il territorio ed Harald riprese le armi col Catepano Michele Doceano subendo le disfatte di Olivento e Montemaggiore, inflittegli proprio dal vecchio alleato normanno.

Rientrò, allora, a Costantinopoli e fu inviato  in Bulgaria con la Guardia Variaga per sedare i torbidi animati da Peter Delyan.

Il successo conseguito sul territorio, gli valse la promozione a Spatharokandidatos.

Morto il Basileus Michele, però, esplosero conflitti dinastici fra la Basilissa vedova Zoe Porfirogenita e l’erede e nipote Michele V il Calafato: Harald ne fu coinvolto e fu arrestato con l’accusa di appropriazione del tesoro imperiale.

In realtà la sua colpa stette nell’ambizione a sposare una nipote della Sovrana che, a sua volta, su di lui aveva posto mire nuziali e che, pertanto, per rappresaglia ne dispose la cattura anche temendone la estrema fedeltà alla memoria del defunto marito.

In qualche modo egli evase: la Guardia Variaga si divise e, se parte restò fedele alla Corona, altra parte sostenne la ribellione di Harald finché, nell’aprile del 1042, Michele V fu accecato e condannato all'esilio.

In quello stesso anno, egli lasciò l’Impero e tornò a Kiev con immense ricchezze già affidate ad Jaroslav, di cui sposò la figlia Elisabetta.

Non aveva mai rinunciato al proposito di reclamare la tiara di Norvegia, in sua assenza assegnata dai Danesi al figlio illegittimo del deceduto Olav, a seguito della morte di Knud: Magnus I che, rientrato dall’esilio e cinta la tiara, era diventato anche Re di Danimarca.

Per Harald era il momento di liquidare l’usurpatore.

Nel 1045 tornò in Norvegia, costeggiando il Lago ladoga e la Neva e traversando il golfo di Finlandia e il Baltico: sbarcò a Sigtuna, all’inizio del 1046. Con Sweyn Estriddson e con la complicità del Re di Svezia Anund Jacob, cominciò a molestare le Popolazioni costiere.

Alla fine si accordarono: avrebbe diviso il trono e le immense ricchezze.

Il doppio governo, però, cessò nel giro di un anno per la morte di Magnus, che rese Harald Sovrano unico di una Norvegia pacificata.

Fondata Oslo, egli condusse una politica di pace e di prosperità economica, potenziando il commercio con Stati esteri e, nell’intento di recuperare l'espansione territoriale del tempo di Knud, tentò d'impadronirsi anche del trono di Danimarca lottando, fino al 1064, contro il vecchio alleato ed ora Re di Danimarca: Sweyn II. Non riuscendo, malgrado i successi conseguiti in campo, ad occuparla, accolse la proposta di alleanza di Tostig del Wessex che gli offrì il trono inglese, pur di sottrarlo al proprio fratello Arold II d’Inghilterra.

La coalizione razziò le coste settentrionali dell’isola ai primi di settembre del 1066 e conseguì la schiacciante vittoria di Fulford; ma Harald fu sconfitto e ucciso il 25 dello stesso mese nella Battaglia di Stamford Bridge, da una freccia alla gola.

Bibliografia