Personaggi

Huss Jan

di Ornella Mariani
Jan Huss.
Jan Huss.

Recepita l'ostilità degli Inglesi contro l'arroganza della Chiesa cattolica feudale in Inghilterra, il filosofo francescano John Wycliffe, prestigioso Docente ad Oxford, censurò la riscossione papale delle imposte; difese il diritto della Corona a secolarizzare i territori ecclesiastici; sostenne l'autonomia dello Stato dalle ingerenze religiose; propose l'abolizione dell' Episcopato non riconoscendo al Papa il diritto di porsi a capo della gerarchia ecclesiale; si scagliò contro la pratica delle indulgenze e contro il potere salvifico asserito dalla casta sacerdotale; negò il dogma della Transustanziazione; criticò il culto dei santi; proclamò la Bibbia unica fonte di Rivelazione influenzando Borghesia, Grandi Feudatari e Corona anche per l'appoggio fornito dai Papi avignonesi alla Francia, nel corso della Guerra dei Cent'anni; fondò, nel 1377, l'ordine dei Poveri Predicatori o Lollardi ma, dopo la rivolta contadina del 1381, le sue tesi sulla povertà evangelica e sul carattere esclusivamente simbolico dell'Eucarestia furono contestate.

La protezione della Corona vanificò il risultato processuale del Concilio di Londra del 1382, ma la condanna postuma per eresia gli fu irrogata dal Concilio di Costanza a margine del quale il Vescovo di Lincoln ne fece riesumare le spoglie e le sottopose al rogo. La turbolenta assise, cui convennero le rappresentanze di tutta l'Europa cristiana: trentatrè Cardinali; cinquecento Vescovi; cinquemila sacerdoti; duemila membri di Università; Ambascerie di tutte le monarchie, Nobiltà a vario titolo ed un migliaio di prostitute, per un totale di oltre centomila presenze, e della quale furono protagonisti tre sedicenti Papi: Gregorio XII, Benedetto XIII e Giovanni XXIII assieme a Jan Huss, fu convocata per il 1° novembre del 1415 dall'Imperatore del S.R.I. Sigismondo d'Ungheria nell'intento di ripianare lo Scisma d'Occidente ed eleggere un Pastore che contrastasse la corruzione ecclesiastica; archiviasse le dispute dottrinali e chiarisse l'affaire hussita.

Oratore valente e carismatico; padre della lingua letteraria cèca di cui fissò regole e ortografia; autorevole intellettuale della Boemia del XV secolo; riformatore religioso, Jan Huss mutuò dal coltissimo ed illuminato Carlo IV l'amore per l'idioma e le consuetudini di una Praga splendida testimone della rinascita dello Slavismo e sede della prima Università dell'Europa centrale. Di fatto, egli non conferì carattere di sistematicità né di originalità alla sua attività riformista, ma mantenne nei confronti della Chiesa una condotta sostanzialmente conciliante, limitandosi alla pressoché pedissequa affermazione delle tesi dell' intransigente Wycliffe. Tuttavia, smarrendo l'iniziale e rigida connotazione confessionile, la sua Reformace s'inserì nella fase più critica della reazione alle insidie poste in essere dall'espansionismo tedesco contro l'unità nazionale boema, consentendo alle rivendicazioni della libertà di pensiero e del diritto alla individualità della coscienza di debordare dal contesto religioso verso rancori etnici ed interessi politici.

In definitiva: quando opulenza, simonia e degrado morale divennero intollerabili emblemi degli ambienti ecclesiali e quando la lotta all'oppressione esercitata dai Tedeschi coinvolse anche l'Università di Praga, nodo della vita intellettuale del Paese, suo malgrado Huss costituì una tale minaccia per l'omogeneità della Chiesa europea da indurre il Papato a bandire nel 1420 anacronistiche Crociate contro gli Hussiti capeggiati dal cèco Jan Zizka.

A quel tempo il Riformatore, per il quale la Verità non era un'opinione e l'oltraggio al vero non consisteva di un errore, ma di una menzogna contro la quale battersi perché si affermasse la Giustizia; per il quale la fede in Cristo doveva incontrare la conferma della ragione; per il quale, a differenza del Wycliffe di cui pur condivise la lotta alla corruttela del Clero, la dottrina eucaristica conservò tutti i suoi requisiti ortodossi, aveva già concluso la sua avventura esistenziale; accusato anche di aver preteso di essere ...la quarta persona della Deità..., era stato già processato per il suo Appello a Cristo; bollato come eretico, era stato già cinto di una irridente corona di carta tonda, con tre diavoli dipinti e la scritta Questi è un eresiarca; era stato già sottoposto alla pena del rogo assieme a tutti i suoi scritti: ...allora i boia tirarono giù le membra abbrustolite...le bruciarono ulteriormente, portando altra legna al fuoco... Poi, camminando torno torno, spezzarono le ossa a bastonate per farle bruciare più presto. Quando trovarono la testa, la fecero a pezzi con i randelli e la gettarono sul fuoco. Quando trovarono il cuore in mezzo alle interiora, dopo aver appuntito un bastone come uno spiedo, lo infilzarono sulla punta e fecero particolare attenzione a farlo arrostire e consumare, punzecchiandolo con le lance, finché non fu ridotto in cenere...caricarono tutte le ceneri su di un carro e le buttarono nel Reno....

Era il 6 luglio del 1415.

La sua morte aveva sollevato l'indignazione dell'intera Boemia: più di quattrocentocinquanta Signori avevano inoltrato la loro protesta al Concilio di Costanza; l'Arcivescovo di Praga era stato costretto alla fuga; il Palazzo del Consiglio era stato preso d'assalto.

Tali eventi furono forieri della sanguinosa Guerra Hussita durata fino al 1434 e nel corso della quale le truppe imperiali e i Crociati del cardinale Nicolò Cusano misero a ferro e fuoco la Nazione, sotto l' indifferenza del nuovo Papa Martino V, eletto l'11 novembre del 1417 a conclusione del discusso Concilio. Gli Hussiti sarebbero stati stroncati solo nella battaglia di Lipany, ma nel 1458 avrebbero insediato al trono l'amatissimo protestante boemo ed uomo di pace Jir?í z Pode?brad.

Jan Huss era nato verso il 1369 ad Hussinec, in Boemia meridionale. Precocemente orfano del padre e allevato dalla madre, nel 1390 si era iscritto ai corsi universitari di filosofia e teologia a Praga, ove si accompagnò a Stanislao di Znojmo ed ove si formò alle tensioni del movimento fondato vent'anni prima da Jan Milic la cui scuola catechètica era stata chiusa per le denunce della ricchezza e della depravazione clericale; per le sollecitazioni al pauperismo originario; per l'auspicato avvento del Nuovo Regno. Nel 1374 egli era morto ad Avignone ma le sue idee, tutt'altro che appannate dall'accusa di eresia, erano state rilanciate nel maggio del 1391 attraverso l'istituzione della Cappella di Betlemme di cui Huss fu animatore con i suoi sermoni in lingua cèca, dopo avere conseguito nel 1393 il Baccellierato in filosofia; dopo essersi laureato Magister in artibus nel 1395; dopo essere stato designato, nel 1398, Decano dell'Università.

La sua solida reputazione intellettuale gli valse la considerazione della Corona: nello stesso 1398, infatti, accompagnò a Reims ad un incontro con Carlo VI, Re Venceslao il Pigro, inadeguato figlio di Carlo IV; debole ed ambiguo fino a perdere il ruolo di Imperatore del S.R.I.; responsabile del fallimento anche della politica interna: incapace di contenere lo strapotere dell'Aristocrazia, non seppre dominare gli eventi interni al Grande Scisma d'Occidente né supportare le coraggiose iniziative di rilancio dei princìpi evangelici, da parte di un gruppo di Maestri dell'Università praghese.

In quegli anni, si affermò il fervore catèchista di Jan Huss che, formato agli studi di san Gregorio, di Giovanni Grisostomo, di sant'Agostino e sant'Anselmo ed ordinato sacerdote nel 1402, diffuse gli scritti di Wycliffe introdotti in Boemia da studenti della facoltà di teologia di Oxford giunti in Inghilterra al seguito della Principessa Anna di Boemia.

Nel 1403, mentre quarantacinque tesi degli elaborati del Riformatore inglese venivano condannate, Huss concludeva la traduzione del Trialogus stringendo amicizia col Primate di Praga Zajíc Zbynek von Hasenburg. Presto, però, i loro rapporti furono incrinati da una lettera con la quale Gregorio XII paventava il rischio che le idee hussite coinvolgessero anche il Re. Ed infatti, nel 1409, costui vietò i contatti fra Curia Romana e Clero locale; provocò l'interdetto sull'intero Paese e, con un colpo di mano, concesse alla componente accademica praghese di contare tre voti nelle Assemblee, contro il voto unico riconosciuto alle diverse Nazionalità presenti in Boemia ed i tre per prassi assegnati ai Tedeschi che, per protesta, nel numero di circa duemila fra Docenti e studenti in un solo giorno si trasferirono a Lipsia.

Docente e Rettore universitario, in quegli anni Huss ...nella Cappella di Betlemme predicava due volte nei giorni festivi e ancora due volte nel periodo di quaresima. In tutti gli altri giorni teneva due lezioni e tre discorsi la domenica. Per i poveri che gli venivano raccomandati Huss chiedeva elemosime ai suoi conoscenti... e, ispirato dalla lettura del Doctor evangelicus esigente il risanamento dei costumi del Clero e la riforma della Chiesa attraverso l'azione dei Governi, se ne differenziò sul tema eucaristico conservando la convinzione ortodossa della Transustanziazione, assieme a Stanislao da Znojmo e Stefano Pálec che, convocati a Bologna con l'accusa di eresia, furono arrestati e seviziati su ordine del Cardinale Baldassarre Cossa.

Per eleggere un Primate che ponesse fine alla lacerazione dallo Scisma Avignonese, intanto, il Collegio episcopale romano aveva indetto un Concilio a Pisa. Huss si rimise neutralmente alle sue risoluzioni ed analogo atteggiamento assunse Venceslao, mentre l'Arcivescovo Zbynek affidava all'Inquisitore Maurizio Rvacka il giudizio circa l'ortodossìa del riformismo dilagante a Praga: il 26 giugno del 1409, i lavori conciliari si conclusero con l'elezione di Alessandro V.

La Chiesa, governata da ben tre Papi, intimò la sospensione delle prediche: Huss ricevette notifica del provvedimento solo nel giugno del 1410, quando al Vescovo romano era già subentrato Giovanni XXIII. Pertanto, non solo non obbedì ma, convocato a Roma per giustificarsi, si avvalse della protezione del Re intenzionato a risolvere la querelle ecclesiale per affermare il proprio primato civile e religioso.

Il bando di Zbynek colpì Huss il 15 marzo del 1411: l'8 giugno successivo, anche Praga fu oggetto d'interdetto.

Un Collegio arbitrale nominato dal Re liquidò la vicenda con la revoca dei provvedimenti, ma nuovi elementi di tensione agitarono il complesso contesto politico internazionale: indetta una crociata contro Ladislao di Napoli, sostenitore di Gregorio XII, Giovanni XXIII avviò una raccolta di fondi utili alla guerra attraverso un proficuo mercato delle indulgenze.

L'iniziativa fu a sorpresa condivisa da Venceslao, interessato dalla quota di utili da destinarsi alle casse statali: le conseguenti proteste di Girolamo da Praga furono sèdate con l'arresto e la decapitazione di tre giovani; con l'ordine di demolizione della Cappella di Betlemme emesso alla fine di luglio del 1412, dal Capo della Commissione romana d'inchiesta Pietro degli Stefaneschi; con la scomunica di Jan Huss.

Respingendo il consenso episcopale ai propri sermoni, collocati nell'àmbito delle prescrizioni di Cristo, egli oppose al Cardinale Giovanni di Lisbona, latore dei povvedimenti promulgati nel Sinodo diocesano del 18 ottobre, un preciso appello a Cristo, giudice equo il quale conosce, protegge, giudica rivela e corona immancabilmente la giusta causa di ognuno...; a giustificazione della mancata comparizione al Tribunale di Roma, dopo aver presentato ricorso contro la ...ingiusta sentenza... dichiarò che, a suo parere, ...tutte le antiche leggi divine dell'Antico e del Nuovo Testamento, nonché le leggi canoniche dispongono che i giudici devono visitare i luoghi dove si dice che sia stato commesso un delitto ed ivi esaminare l'accusa fatta ... rivolgersi a quelli che conoscono la condotta dell'accusato che non siano malevoli né gelosi verso di lui... poiché l'incolpato o accusato deve avere sicuro e libero accesso al luogo di giustizia e il giudice, come i testimoni, non devono essere suoi nemici... ed infine, all'ordine ratificato anche dal Re, di recedere dalle predicazioni, replicò con una intensificazione dell'attività completando nel 1413 lo studio De ecclesia; elaborando il Sulla simonia; raccogliendo i sermoni nel Postilla; recandosi a Costanza il 3 novembre del 1415, fiducioso nell'accoglimento delle sue istanze riformiste e munito di un salvacondotto concessogli da Sigismondo d'Ungheria.

I lavori del Concilio erano stati avviati il 2 marzo precedente: i tre Papi in carica si erano dichiarati disponibili all'abdicazione; tuttavia la contrapposizione era stata rinfocolata dalla esposizione dello stemma di Gregorio XII alla finestra della sua residenza: gli emissari di Giovanni XXIII, presentatosi con un seguito di oltre seicento persone, lo avevano abbattuto ed egli, deferito al giudizio dell'Assemblea, era stato tanto umiliato da fuggire a Sciaffusa ove gli era stata notificata la decadenza per le accuse di pirateria, omicidio, stupro, sodomia e incesto.

In quell'aggrovigliato contesto, il 27 marzo imprevedibilmente, Huss fu arrestato per ordine del Cardinale Pietro d'Ailly, Cancelliere della Sorbona e capo della Commissione Conciliare per l'esame delle sue tesi.

Il 6 maggio, col decreto Haec sancta, l'Assemblea conciliare proclamò la propria supremazia sul Primate; nello stesso mese, Girolamo da Praga, venuto nella città imperiale a sollecitare la liberazione del suo correligionario, fu fermato; sottoposto ad un processo/farsa e condannato alla pena del rogo, eseguita il 30 maggio del 1416.

Gli eventi assunsero un ritmo febbrile a partire da giugno: ad Huss fu negato il diritto di dimostrare in una udienza pubblica l'ortodossia delle sue idee; interrogato nei giorni successivi alla presenza di Sigismondo, dei Cardinali Zabarella e d'Ailly che gli contestarono l'assunto secondo lil quale un Sovrano, un Papa o un Vescovo in peccato mortale decadessero dalla loro carica, oppose il netto rifiuto all'abiura; il 18 del mese, gli fu data lettura di una lista di trenta accuse di eresia estratte dagli assunti del De ecclesia; del Contra Stephanum Palec e del Contra Stanislaum de Znoyma; gli furono consessi due soli giorni per difendersi, ma si trattò di una ignobile commedia cui si prestarono gli Inglesi, addebitandogli d'aver compromeso la solidità culturale dell'Università di Oxford; i Francesi, convinti Nominalisti, nella certezza della degenerazione del suo realismo; i Tedeschi, tesi a vendicare lo scacco precedentemente subìto nell'Università di Praga.

Di fatto, per quanto Huss non si fosse mai apertamente ribellato alla Chiesa, il processo ruotò attorno al principio di autorità pontificia che metteva in gioco il pericoloso nodo del libero esame delle Scritture

Alla fine, prevalse l'odio del Clero per essere stato screditato; il rancore tedesco inasprito dalla rigorosa ed intransigente resistenza nazionalista alla volontà di umiliare la Boemia; la sopraffazione della antica teocrazia in lotta con la inaccettabile modernità della Riforma i cui semi, mutuati da Wycliffe, Huss aveva rirpoposto: ... Pietro non è oggi e non fu mai il capo della santa chiesa cattolica!... che Cristo abbia inteso fondare l'intera chiesa sulla persona di Pietro è contraddetto dalla fede nel Vangelo, dall'argomentazione di Agostino e dalla ragione...La dignità papale trasse origine da Cesare e l'istituzione papale e la sua preminenza provennero dal potere di Cesare... non bisogna credere che ogni romano pontefice, chiunque sia, è a capo di qualunque santa chiesa particolare... Nessuno fa le veci di Cristo... Il Papa ...se si lascia sedurre dalla cupidigia di denaro...è Vicario di Giuda Iscariot. Per lo stesso motivo i Cardinali non sono veri e manifesti successori del collegio degli altri Apostoli di Cristo, salvo che vivano come vissero gli Apostoli, osservando i precetti e i consigli del nostro Signore Gesù Cristo....L'obbedienza ecclesiastica è obbedienza secondo l'invenzione dei preti della chiesa, prescindendo da ogni esplicito comandamento della Scrittura ... Un papa o un prelato malvagio e preconosciuto è un pastore solo in apparenza, in realtà è un ladro e un brigante ... Il Papa non deve farsi chiamare «santissimo» neppure limitatamente al suo ufficio, perché altrimenti anche un re dovrebbe esser chiamato santissimo secondo il suo ufficio e così pure il boia e l'araldo divrebbero esser chiamati santi; in verità perfino il diavolo dovrebbe esser chiamato santo, essendo agli ordini di Dio...; infine, al tempo degli Apostoli la chiesa era governata infinitamente meglio di adesso. Che cosa impedisce a Cristo di reggerla meglio anche ora, senza quei capi mostruosi che ora abbiamo avuto, mediante suoi discepoli veri? Vedete! Ora non abbiamo nessun capo, eppure Cristo non cessa di reggere la sua chiesa...

Il 24 giugno, nel duomo di Costanza, Jan Huss fu dichiarato colpevole: la Relatio de Magistro Johanne Huss stilata da Pietro Mladonovic annota che fu eretto ...un palco simile a un tavolo nel mezzo dell'assemblea e della chiesa. Vi si pose sopra una specie di piedistallo, su cui furono sistemati i paramenti, la pianeta per la messa e gli abbigliamenti sacerdotali appositamente per procedere alla svestizione di mastro Jan Huss. Così, quando fu condotto in chiesa nei pressi del palco, cadde in ginocchio e pregò a lungo... e poi Bernardo di Wildungen lesse le incriminazioni alle quali l'imputato tentò di reagire:... fra questi articoli c'era quello secondo cui, dopo la consacrazione dell'ostia, sull'altare permane il pane materiale o la sostanza del pane. Ve n'era anche uno per cui un prete in peccato mortale non può operare la transustanziazione, né consacrare, né battezzare ...

E furono le fiamme che fecero di Jan Huss un martire.

La sua fine riacutizzò le tensioni, alla morte di Venceslao, rendendo incontrollabile la rivolta progressivamente diffusasi in tutto il Regno cèco con gravi implicazioni anche in Moravia.

Bibliografia: